Riflettere sulla storia per ricostruire la memoria
VENETO. In questo periodo in cui è estremamente difficile parlare questioni ebraiche, a causa della congiuntura storica che stiamo vivendo, dopo la strage nei kibbutz in Israele del 7 ottobre, l’Istresco, (Istituto Storico per la Storia della Resistenza e della società contemporanea) della marca trevigiana ha organizzato il 6 dicembre un seminario a cura del gruppo di studio “storie ebraiche”.
L’evento si è svolto presso la sede universitaria di Palazzo San Paolo a Treviso. Erano presenti all’evento sia la Presidente Chiara Scinni, che la Direttrice del comitato scientifico Emilia Peatini, nonché il Vice presidente Alessandro Casellato.
La relazione introduttiva è stata fatta dal professor Carlo Spartaco Capogreco.
che è considerato uno dei massimi esperti, a livello internazionale, nello studio e nella riscoperta dell’internamento civile fascista in Italia e nei Balcani. Tra i suoi temi di ricerca figurano inoltre: la Shoah nella Repubblica sociale italiana; le problematiche relative ai “luoghi della memoria” della Seconda guerra mondiale; la rimozione del “passato scomodo” ed il rapporto memoria-democrazia nell’Italia repubblicana.
Difficile ricostruire la memoria
Egli ha parlato di come sia difficile ricostruire la memoria dell’internamento ebraico fascista ed ha portato alcune esemplificazioni importanti basate su cartine tematiche dei campi di internamento in Italia su alcuni casi personali esemplificativi per capire la dimensione e le modalità in cui si è sviluppato di questo fenomeno.
Gli ebrei a Castelfranco Veneto
E’ seguita una carrellata interessantissima a cura di Silvia Banni, Maria De santi e Giorgio Romanello sulle ricerche in corso che è spaziata dal descrivere la vita degli ebrei stranieri a Castelfranco Veneto tra il 1941 e il 1943, tra cui anche i parenti del sociologo Renato Mannheimer, che erano sospese tra la burocrazia e la solidarietà, al descrivere una ricerca fatta addirittura da degli studenti di scuola media a Valdobbiadene su dei sopravvissuti, con podcast ed interviste a cura del prof. Salvatore Passaro, nonché comandato dell’istituto.
La medaglia dei giusti
Molto interessante è stata la relazione di Maura Mattiuzzo su Don Angelo della Torre , un sacerdote che è stato premiato con la medaglia dei giusti ed ha un albero nel giardino dello Yad Vashem a Gerusalemme, per aver salvato molte donne e bambini, aiutandoli a mimetizzarsi con l’uso di pratiche cattoliche.
Il percorso di riflessione seguito invece dal dott. Bruno Zirillo su come i principi della nostra carta costituzionale siano nati dalla vergogna delle leggi razziali ha saputo condurre i presenti ad una constatazione alquanto rilevante e sostanziale per la vita della nostra repubblica oggi ed in futuro.
Particolare e accattivante è stato anche l’intervento del dott. Daniele Radzik, membro della comunità ebraica di Venezia, che ha scritto una tesi in ebraico su un ufficiale ebreo che cadde in una missione per il sionismo in medio oriente. I fatti da lui narrati ci hanno fatto contestualizzare meglio la situazione odierna in quelle zone oggi in guerra.
Infine il prof, Dario Bottos ci ha parlato di un pogrom del 1547 avvenuto ad Asolo che ha avuto le sue ripercussioni storiche nel tempo.
E’ seguita una discussione molto partecipata dei temi trattati, a cui il prof. Carlo Spartaco Capogreco ha risposto con le argomentazioni molto interessanti, una tra le quali che il vero obbiettivo del regime fascista non fossero gli Ebrei, ma gli Slavi.
Purtroppo il tempo è trascorso velocemente ed è stato necessario concludere la sessione dei lavori per questioni organizzative.
Auspichiamo perciò che vi siano altri spazi di ricerca e discussione su questi temi, sui quali c’è ancora molto da sapere.
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