Riflessioni tra rigore e umanità
RIMINI– Durante la partecipazione al Meeting di Rimini 2025, Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica di Avellino e vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino, ha approfondito la sua visione del ruolo del magistrato in un’epoca di profondo cambiamento.
Airoma ha introdotto il tema con una riflessione di ampio respiro: “Questo cambio d’epoca si caratterizza per un dato fondamentale: siamo dinanzi a una modalità nuova di concepire l’uomo. C’è chi ritiene che l’uomo debba essere cambiato, trasformato, e chi invece ritiene che dobbiamo ritornare all’uomo così com’è.”
In questo contesto, il giudice è chiamato a una scelta cruciale. “C’è chi pensa che il magistrato debba contribuire a creare l’uomo nuovo, dando vita a nuovi diritti e trasformando i desideri in norme. E c’è chi invece vede il compito del giudice nel ritornare al diritto nella sua funzione originaria: quella di proteggere i più deboli, di ridare spazio alle aspirazioni autentiche che sono nel cuore dell’uomo.”
Il magistrato Airoma ha poi richiamato con forza l’esempio di Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1990 e beatificato nel 2021, indicandolo come modello per le nuove generazioni di giudici: “Soprattutto i giovani magistrati sono chiamati a incarnare il modello che Livatino voleva: un giudice innanzitutto umile, che sappia dare un’anima alla legge, ma senza mai cambiare lo spartito che è chiamato a interpretare.”
Non solo tecnica, quindi, ma anche responsabilità morale e umana. “Essere giudice non significa cercare la carriera o il riconoscimento sociale – ha sottolineato Airoma – ma servire la giustizia in modo autentico, con cuore e coscienza. Un magistrato deve ricordarsi sempre che davanti a sé non ha solo fascicoli, ma persone, con le loro fragilità e la loro dignità.”
In conclusione, l’appello è a vivere la giurisdizione come servizio, e non come potere: “Un giudice oggi deve essere al tempo stesso rigoroso e umano, custode della legge e della dignità di chi ha davanti. Solo così si può rispondere davvero alla sfida di questo cambio d’epoca.”
Il Centro Studi Livatino, di cui Airoma è vicepresidente, continua a promuovere iniziative culturali e formative per diffondere l’esempio del “giudice ragazzino” e riflettere sul ruolo della giustizia nella società contemporanea.
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