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Il nuovo lavoro di Ennio Tortato: “El Mondo Novo – Mogliano 1797-1814”

L’Associazione Culturale Mojan e il Gruppo Ricerca Storica Astori presentano il nuovo lavoro di Ennio Tortato, “El Mondo Novo – Mogliano 1797-1814”.
L’evento si svolgerà giovedì 11 novembre 2021, ore 20.30, in Sala don Bosco del Collegio Astori.

Ennio Tortato, autore della ricerca, parlerà della Mogliano di inizio Ottocento, obbligata a confrontarsi con il “mondo novo”. Il diradare di orizzonti e di sicurezze che accompagna il tramonto di un’epoca, porta i segni della stessa malinconica inquietudine che oggi sembra toccare anche noi e che riconosciamo nel nostro senso di incertezza e nelle nostre paure.

Allo scopo di evitare assembramenti, la pubblicazione sarà disponibile presso FOTOGRAMMA, via Gris 23, Mogliano Veneto.
Come al solito l’incontro è aperto a tutti ma sarà consentito l’accesso in conformità alla normativa “Anti Covid-19” vigente e fino a riempimento dei posti disponibili.

Sinossi di “El Mondo Novo – Mogliano 1797-1814”

Andando oltre l’alternanza dei governi, questa ricerca ricostruisce gli anni compresi tra il 1797 e il 1814 nel territorio moglianese, utilizzando come punto di unione i fatti e le personalità che rappresentano le diverse strutture istituzionali e amministrative di un’aristocrazia composita e in via di definizione. Il periodo considerato può essere definito una fase di transizione, durante la quale eredità di “antico regime” interagiscono di volta in volta con i contesti democratico, asburgico e napoleonico, portatori di mutamenti politici, sociali, economici e culturali.

Discontinuità politico-istituzionali e rapidi cambiamenti fra l’ultimo decennio del XVIII secolo e i primi decenni del XIX non caratterizzano solo l’area veneta, ma segnano gran parte dell’Italia e dell’Europa.
La fine della Repubblica di Venezia nel 1797 e l’avvento della stagione democratica, l’accorpamento delle province austro-venete all’impero asburgico nel 1798, l’annessione al Regno d’Italia nel 1806 e infine il ritorno asburgico nel 1814, non rappresentano un caso unico in termini di discontinuità. Tuttavia, il caso veneto è particolare perché gli eventi del 1797 mettono fine a uno Stato indipendente da mille anni, disperdendone il sistema di governo e scombinando la società che gli era funzionale. All’interno dell’area veneta si ridefiniscono i legami tra la nobiltà di Terraferma e il patriziato veneziano, ormai privo del ruolo di ceto governante.

Questi profondi mutamenti offrono l’occasione per indagare sul rapporto fra gli individui e le istituzioni, sulla ridefinizione di gerarchie amministrative e di equilibri territoriali, sulla dialettica fra l’introduzione di nuovi apparati burocratici e la prosecuzione di collaudate pratiche informali, sulla percezione di tali pratiche e sul ruolo avuto da elementi come la ricchezza e il merito e inoltre, sulla percezione di fedeltà, nel suo oscillare tra “fedeltà al sovrano” e “fedeltà al ruolo assegnato”.

Non solo nell’area veneta, ma in tutta Italia, il moderato impatto della Rivoluzione francese ha consentito una marcata continuità con il passato, soprattutto nell’apparato burocratico, principale contesto di ascesa sociale.
È difficile e rischioso osservare in modo unitario ciò che di unitario ha ben poco. Eppure, la razza umana va al di là delle metriche utilizzate dalla narrazione storica.

Il 1797 segna la fine dell’esistenza millenaria della Serenissima Repubblica di Venezia e obbliga tutti a confrontarsi con il “mondo novo” che si lascia alle spalle la società di “antico regime”.
Il diradare di orizzonti e di sicurezze che accompagna il tramonto di un’epoca, porta i segni della stessa malinconica inquietudine che oggi sembra toccare anche noi e che riconosciamo nel nostro senso di incertezza e nelle nostre paure.

“El Mondo Novo”, titolo di questa pubblicazione, vuole evidenziare la centralità degli uomini di cui parla, collocati con la loro ruralità, il loro smarrimento e il loro entusiasmo di fronte a cambiamenti epocali. L’ambizione è quella di ricostruire attraverso di loro un periodo storico frammentato, mettendo insieme le tessere di un puzzle che sarebbe altrimenti difficile osservare nella sua interezza.

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