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Il Barocco a Forlì: emozioni e sensazioni stellari


Uno dei movimenti più seducenti della storia dell’arte al Museo Civico San Domenico

Il Barocco, fenomeno culturale che attraversa il Seicento, si caratterizza per la sua forma inquieta, il ritmo alternato, la sregolatezza e l’esaltazione della festa, configurandosi come un teatro dell’esistenza. È in questo contesto che nascono la scienza moderna e il primato della coscienza, elementi che contribuiscono a delineare le coordinate della nostra modernità.

La mostra di Forlì intende restituire una visione completa della cultura barocca, analizzando il ruolo di Roma e delle corti europee, i protagonisti che ne plasmarono le forme, le committenze che ne sostennero lo sviluppo e le strategie di rappresentazione del potere che ne determinarono l’evoluzione.

A seguito di un’approfondita riflessione sulle diverse declinazioni di questo movimento artistico e sui suoi principali interpreti, la mostra forlivese intende offrire una visione d’insieme della cultura barocca: dal dibattito delle idee che la generarono, ai protagonisti che le diedero forma, fino al ruolo determinante delle committenze e alla rappresentazione del potere che ne influenzò lo sviluppo.

Se Roma è al centro e all’avvio di questa mirabile stagione, con la sua diffusione e il cambiamento del quadro politico internazionale, soprattutto nella seconda metà del Seicento, i suoi esiti e il suo influsso caratterizzeranno il linguaggio e la cultura delle nuove corti europee. Infatti tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, Roma richiama i migliori talenti artistici, le élite intellettuali, gli spiriti eccelsi dei nuovi ordini religiosi, nel clima della riorganizzazione politica e religiosa promossa dalla Riforma cattolica e dalla Controriforma dopo il Concilio di Trento.

L’arte è al centro della riconquista della cristianità da parte del papato. Ne è il linguaggio espressivo. E quel che in seguito verrà chiamato, in maniera dispregiativa, Barocco, sottolineandone l’irregolarità, la bizzarria, la stravaganza, ne è la cifra simbolica.

Per comprenderne appieno la sua genesi (ed è questo l’intento della mostra) è necessario partire da confronti che vanno dalle rappresentazioni in epoca ellenistica alla spazialità inquieta del tardo manierismo, fino al realismo estremo di Caravaggio permeato da un’atmosfera interiore che prelude ai “sensi della mistica”.

Infine, nel corso del Novecento, una rinnovata attenzione critica e storica segnerà la fine della tradizionale lettura negativa del Barocco, rivalutandolo come momento di straordinaria complessità culturale e formale.

La mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee  nelle sale del Museo Civico San Domenico riunisce perciò fino al prossimo 28 giugno oltre 200 opere di maestri del Seicento come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Caravaggio, Guido Reni, i Carracci, Rubens, Van Dyck, Artemisia e Orazio Gentileschi, Pietro da Cortona.

Ma non finisce qui. Dopo aver sondato in profondità e da molteplici prospettive un secolo tanto esuberante quanto inafferrabile, la mostra esplora i suoi legami con un tempo più recente, e in particolare gli influssi esercitati sui grandi artisti del Novecento, da Umberto Boccioni a Giorgio De Chirico, da Lucio Fontana a Francis Bacon. Tanti e prestigiosi i prestatori coinvolti: accanto a Palazzo Barberini,  l’Albertina di Vienna, il Prado di Madrid, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte. 

Ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, la mostra si propone come un viaggio attraverso le idee e le immagini che hanno plasmato il Barocco, mettendo in luce il rapporto tra arte, potere, fede, scienza e società in una delle epoche più complesse e affascinanti della storia europea.

Il progetto espositivo, suddiviso in dodici sezioni, si articola all’interno della Chiesa di San Giacomo e delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento, portando a Forlì capolavori provenienti dalle più importanti istituzioni nazionali e internazionali.

Molti eventi collaterali alla mostra sono stati organizzati per approfondire le varie tematiche collegate a questo argomento vastissimo. Per esempio l’Associazione culturale “San Mercuriale”, ha organizzato un ciclo di conferenze dal 14 al 18 aprile in varie sedi della città, intitolato: Il Barocco: la rivoluzione del Sapere e della Bellezza, che si occupano di Arte, Scienza e Filosofia, Teologia, Letteratura e Musica e che cercano così di comporre il caleidoscopio della complessità del Barocco.

Per un movimento culturale così pervasivo nelle nostre città nelle sue varie dimensioni non basterebbe una mostra per descriverlo. Ma certamente questa impresa che cerca di raccontare un secolo tra sfarzo e rivoluzione, è riuscita nell’intento, tanto che quando il visitatore esce dalla mostra si sente di aver fatto un viaggio nella storia all’insegna della meraviglia.

Ancora una volta la scommessa del Museo di san Domenico è stata vinta. Dall’azzardo culturale iniziato nel 2002 a diventare un modello espositivo, tanto da far divenire Forlì una città d’arte, visto che finora sono state ospitate nelle varie mostre 5000 opere d’arte e sono stati accolti quasi 2 milioni di visitatori.

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