Una mostra itinerante della Collezione Farnesina approda a Vilnius per indagare identità, memoria e natura attraverso le opere di grandi maestri e nuove voci dell’arte italiana contemporanea.
VILNIUS (LT) – Dopo il debutto a Berlino, arriva nella capitale lituana Identità Oltre Confine, il grande progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato da Benedetta Carpi De Resmini per celebrare i 25 anni della Collezione Farnesina di arte contemporanea. La mostra inaugurerà il 23 settembre alle ore 18.30 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Vilnius, dove resterà aperta fino al 3 novembre 2025.
Una tappa simbolica nel cuore del Nord Europa
Vilnius è stata scelta come sede della seconda tappa per il suo valore simbolico: una città che, con la sua vivace scena culturale e la stratificazione storica, riflette le tensioni e le trasformazioni del Nord Europa negli ultimi trent’anni. La Lituania, crocevia di memorie e prospettive, si presenta come luogo ideale per indagare le dinamiche identitarie, il rapporto tra passato e futuro, e il dialogo tra natura e cultura.
Arte e identità oltre i confini
Al centro della riflessione curatoriale, Carpi De Resmini pone le questioni dell’identità, della coesistenza e della relazione con il mondo naturale. L’arte, in questo contesto, diventa strumento di consapevolezza e trasformazione: un linguaggio capace di attraversare confini geografici e simbolici, creando nuove narrazioni.
Il percorso espositivo si articola in tre nuclei tematici:
- Radici di resistenza, dedicato al corpo, al linguaggio e alle dinamiche di potere, con opere di Tomaso Binga, Maria Lai, Ketty La Rocca e Carla Accardi accanto a quelle di artiste contemporanee come Silvia Giambrone, Marinella Senatore ed Elena Bellantoni.
- Geografie del distacco, che riflette sulle fratture e i cambiamenti sociali, culturali e ambientali, con lavori di Gea Casolaro, Agnese Purgatorio, Sarah Ciracì e Rä di Martino.
- Ecologie instabili, che affronta il rapporto tra essere umano e natura attraverso le opere di Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Elena Mazzi e Laura Pugno.
Ad aprire idealmente la mostra è Fibonacci (1975) di Mario Merz, simbolo di un pensiero che supera i confini identitari in favore di un approccio globale e interculturale.
Eventi speciali e installazioni site-specific
L’inaugurazione del 23 settembre sarà arricchita da due momenti speciali: la proiezione video Like an Ocean With Its Waves… (2017) di Sarah Ciracì, un’opera che trasforma il movimento del mare in metafora del pensiero e delle sue stratificazioni, e la performance It Takes Two di Silvia Giambrone, dedicata all’ambiguità del linguaggio e alla sua capacità di creare confini e al tempo stesso di aprire nuovi orizzonti.
Tra le novità della tappa lituana spiccano il restauro dell’opera video Trebbiatori Celesti di Sarah Ciracì e l’esposizione delle maschere originali de The Fox and the Wolf: struggle for power (2014) di Elena Bellantoni, mai mostrate prima. Inoltre, come già avvenuto a Berlino, una poesia visiva di Tomaso Binga sarà esposta in relazione al contesto locale: questa volta si tratta di Io sono Ecologica (1987), proposta anche in versione sonora con traduzione in lituano, a sottolineare il legame tra corpo, linguaggio e resistenza.
Il dialogo con la Biennale di Kaunas
La mostra dialoga anche con la XV Biennale di Kaunas, dedicata quest’anno alla fluidità del tempo storico. Il 18 settembre 2025, nell’ambito dell’Italian Art Week, sarà presentato uno screening video alla Kaunas Artist House con opere di Elena Bellantoni, Silvia Camporesi, Gea Casolaro, Sarah Ciracì, Paola Gandolfi, Elena Mazzi, Laura Pugno e Agnese Purgatorio. Le artiste, attraverso il linguaggio video, esplorano le intersezioni tra esperienze personali e trasformazioni globali, tra resistenza femminista, consapevolezza ecologica e mutamenti geopolitici.
Una mostra come spazio di riflessione
Con Identità Oltre Confine, la Collezione Farnesina si conferma non solo custode di opere di grande rilievo dell’arte italiana dagli anni Cinquanta a oggi, ma anche laboratorio di riflessione sul presente. A Vilnius, la mostra diventa un dispositivo dinamico capace di intrecciare memoria e futuro, natura e cultura, identità e trasformazione, invitando il pubblico a immaginare nuove forme di coesistenza.
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