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I francesi e la sindrome del Cenacolo

Le “ingiurie” del potere francese verso l’opera di Leonardo

“Fece ancora in Milano, ne’ frati di San Domenico a Santa Maria delle Grazie, cosa bellissima e maravigliosa; ed alle teste degli Apostoli diede tanta maestà e bellezza, che quella del Cristo lasciò imperfetta, non pensando poterle dare quella divinità celeste, che alla imagine di Cristo si richiede […]”scrive Giorgio Vasari che, nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architettori, parla anche di Leonardo e descrive il Cenacolo.


Un patrimonio fragile

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è uno dei dipinti più famosi al mondo. Databile al 1494-1498 è realizzato su commissione di Ludovico il Moro nel refettorio del convento adiacente alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Per la creazione dell’opera Leonardo ha condotto un’indagine approfondita creando numerosissimi disegni preparatori e, abbandonando il metodo tradizionale della pittura “a fresco”, dipinse la scena a “secco”.

Da qui la fragilità dell’opera che nei secoli ha rischiato più volte di andare perduta. Leonardo ha usato nel dipinto anche oro e argento. Sono state infatti ritrovate tracce di lamine metalliche d’oro e d’argento, a testimoniare l’originale volontà dell’artista di rendere realisticamente le figure anche con particolari preziosi. Dopo l’ultimo importante restauro conclusosi nel 1999, sono state attivate azioni di prevenzione così da evitare che sopraggiungano nuovi meccanismi di degrado. La tutela del capolavoro di Leonardo richiede condizioni ambientali ottimali, ottenute attraverso il trattamento dell’aria, nonché attraverso particolari procedure per l’accesso dei visitatori, ammessi in gruppi contingentati.


L’opera e i “moti dell’animo” degli apostoli

L’Ultima Cena rappresenta in assoluto una delle opere d’arte più importanti di tutti i tempi, sia per la sua carica innovativa che per l’impatto che ebbe sugli artisti di tutte le epoche, dai contemporanei a Warhol. Leonardo raffigura  il momento più drammatico del Vangelo quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli “In verità vi dico uno di voi mi tradirà“. È una scena agitata attorno al fulcro costituito dalla figura di Gesù convergono gli apostoli sistemati a gruppi di tre, secondo le diverse reazioni alle parole di Cristo: di domanda, di scandalo, di timore, di commozione.


I francesi e il Cenacolo

I francesi che invasero Milano nel 1499 rappresentarono  un grave pericolo per il  capolavoro di Leonardo. Secondo lo studioso Paolo Giovo, il re di Francia Luigi XII, dopo essere entrato vittorioso in città, si fece condurre al refettorio delle Grazie e rimase ammutolito di fronte al capolavoro leonardesco. Poi, si riprese dallo stupore e fece agli astanti la fatidica domanda: “È possibile staccare il dipinto e portarlo in Francia?”. Alla richiesta del sovrano venne risposto fermamente di no.


L’occupazione napoleonica, il Cenacolo diventa una stalla

Danni ingenti vennero inferti al Cenacolo durante l’occupazione napoleonica. Nel 1796 le truppe del generale Bonaparte requisirono il convento delle Grazie come loro alloggiamento. Napoleone in persona venne alle Grazie e, toccando con mano l’importanza del Cenacolo, ordinò che il refettorio venisse rispettato e non fosse trasformato in alloggio militare.

Secondo gli storici Napoleone sottoscrisse immediatamente il decreto che, purtroppo, non venne rispettato. Di lì a poco, un graduato francese ordinò di levare le transenne di legno che proteggevano gli ingressi e permise ai soldati di rioccupare il refettorio. Fino al 1799 l’ambiente venne trasformato in stalla,  in fienile e in magazzino. I vapori e i miasmi provocati da animali e derrate danneggiarono vistosamente il dipinto.


Le mattonate dei soldati francesi

I soldati che entravano e uscivano dal Cenacolo trascorrevano il loro tempo libero usando la parete del refettorio come tiro al bersaglio; prendevano a mattonate gli Apostoli, colpi che lasciarono il segno sul dipinto. I milanesi intervennero per fermare questo scempio e l’amministrazione napoleonica prese drastici provvedimenti. Fino all’ordine di murare la porta del Cenacolo, cosicché, per vederlo, era necessario calarsi nel refettorio con una scala a pioli che partiva dal pulpito dei frati. Ci fu una fortissima protesta da parte del gotha intellettuale milanese e venne trovata una soluzione con il governo napoleonico che guidava la città.


La Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, i bombardamenti su Milano distrussero il tetto della sala del convento che conserva su una parete l’opera di Leonardo; purtroppo il quadro venne lasciato a cielo aperto per diversi anni, fino alla ricostruzione del complesso. 


Oggi

Dal settembre 1980 il Cenacolo, insieme alla Chiesa e al Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie, sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità in quanto “realizzazione artistica unica, di un valore eccezionale universale che trascende tutte le contingenze storiche”…. “non è esagerato affermare che la sua realizzazione ha aperto una era nuova nella storia dell’arte”.


Le Olimpiadi di Parigi

Ce n’era davvero bisogno della parodia dell’Ultima Cena all’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Parigi? Oppure, come è stato chiaro fin  da subito, è stato un modo per attirare l’attenzione e far scaturire una polemica che ha dato una grandissima visibilità all’ideatore della cerimonia? Solo dopo alcuni giorni di accesissime prese di posizione in cui ha rilasciato molteplici dichiarazioni, anche contraddittorie,  sulla sua rappresentazione ha dichiarato: “Ma quale Ultima Cena, quella delle drag queen era una festa pagana.”

Leonardo da Vinci, italiano, genio dell’umanità ha rappresentato l’Ultima Cena come un messaggio di grande religiosità e umanità: di lì a poco un uomo sarebbe stato crocifisso, abbandonato da tutti per abbracciare tutti, soprattutto gli ultimi ed i discriminati.

Ritorniamo a guardare in silenzio il nostro capolavoro e a meditare sul messaggio universale che Leonardo ci trasmette da più di 500 anni. Lasciamo ai francesi la loro grandeur, scivolata questa volta  in uno spettacolo di cattivo gusto.

Crediti fotografici: Wikipedia

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