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Gli azzurri dell’atletica al Quirinale, Tamberi: “Siamo umani”

Incontro al Quirinale per i campioni azzurri dell’atletica leggera e del Pentathlon moderno. Tamberi: “Siamo prima di tutto persone con pregi, difetti e sentimenti. Siamo esseri umani.”

ROMA – Ieri mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto per la prima volta gli azzurri protagonisti di una delle annate più vittoriose nella storia dell’atletica leggera e del pentathlon moderno.

All’incontro hanno partecipato le azzurre e gli azzurri della squadra di atletica leggera capitanata da Gianmarco Tamberi e protagonista della storica vittoria della Coppa Europa a Silesia 2023, la campionessa del mondo di pentathlon a Bath 2023 e vincitrice della finale di World Cup 2023 Elena Micheli, la vicecampionessa del mondo e campionessa europea a Cracovia 2023 Alice Sotero, il campione europeo Giorgio Malan e Alessandra Frezza, oro mondiale a squadre assieme a Micheli e Sotero.

Le parole di Mattarella

“È per me davvero un grande piacere accogliervi al Quirinale, insieme al Ministro dello Sport”, ha dichiarato il Presidente Mattarella. “Ringrazio molto il Presidente Malagò e i Presidenti Mei e Bittner per aver organizzato questo incontro, a cui tenevo molto. Vorrei esprimervi i complimenti e i ringraziamenti per i traguardi raggiunti. Successi importanti che non si esauriscono nelle tante medaglie, nelle grandi vittorie di prestigio. Accanto a questo straordinario patrimonio, è stato importante il fatto che avete certamente indotto tanti giovani a impegnarsi nello sport. E questo è un grande risultato, per il quale la riconoscenza nei vostri confronti cresce. Complimenti per questi risultati, per questi traguardi. Auguri per il futuro. Le prossime tappe saranno le Olimpiadi di Parigi e gli Europei di Roma di atletica leggera due mesi prima. Io ci sarò, naturalmente. Non so quante volte, ma quantomeno spero di essere presente all’apertura”.

Le parole del Presidente Malagò

“Signor Presidente della Repubblica, La ringraziamo per aver aperto ancora una volta le porte del Quirinale alle atlete e agli atleti dello sport italiano. L’incontro di oggi è per certi versi unico ed inedito al tempo stesso. Davanti a Lei ci sono le delegazioni di due Federazioni importanti e prestigiose che hanno dato lustro alla nostra storia ma che, per diverse ragioni, non avevano mai avuto la possibilità di essere ricevute da sole dal Capo dello Stato. Mi riferisco all’atletica leggera, quella che comunemente viene definita la regina delle Olimpiadi, e al pentathlon moderno, una delle discipline più antiche e faticose del mondo olimpico. Signor Presidente, questa è l’Italia che vince, questa è l’Italia che trasmette messaggi positivi, questa è l’Italia che onora la nostra bandiera e fa suonare nel mondo l’Inno di Mameli”.

Dopo Malagò hanno preso la parola i presidenti di FIDAL e FIPM: “Il 2023 è un anno da ricordare per noi, direi storico”, ha osservato Mei. “I Giochi Olimpici di Parigi rappresentano il momento più atteso della prossima stagione, ma per noi anche i Campionati Europei di Roma saranno un appuntamento fondamentale: l’augurio è quello di tornare al Quirinale tra un anno per celebrare nuovi successi”.

“Signor Presidente, è con estremo piacere che ci troviamo qui davanti a Lei, in un anno che definire favoloso sarebbe riduttivo, per il nostro sport, per questo Le esprimo la mia più sentita gratitudine“, ha dichiarato Bittner. “Sulle sei manifestazioni internazionali importanti per la nostra disciplina, Finale di World Cup, Campionati Europei a Cracovia e Campionati del Mondo a Bath, l’Italia, i nostri atleti, la nostra Federazione hanno ottenuto quattro vittorie”.

Il discorso toccante del capitano azzurro Gianmarco Tamberi

“Oggi ho l’onore e il privilegio di parlare e di rivolgermi a voi, non solo come atleta, ma come rappresentante e capitano di questa magnifica squadra che sta raggiungendo risultati straordinari. Come primissima cosa vorrei congratularmi con ogni singolo atleta di questo gruppo, presenti e non, per la loro capacità dimostrata in questi anni di mettere da parte qualsiasi voglia di prevalere sull’altro a favore di uno spirito di squadra e di unione con l’obiettivo comune di raggiungere risultati che brillano d’azzurro e non di nomi propri. Questo tipo di attitudine ha consentito alla nostra squadra, l’atletica italiana, di raggiungere risultati che fino a pochi anni fa eravamo soltanto in grado di sognare.

Tra questi non posso non citare la vittoria, fantastica vittoria, di quest’estate in Coppa Europa a squadre. Vittoria che va sottolineato, non era mai riuscita nella storia della nostra Nazionale.

Se non rubo troppo tempo vorrei ora invece portare un attimo l’attenzione In quella che alla fine dei conti è l’essenza del nostro sport, la parte individuale. E quello che a mio avviso oggi è il suo limite più grande. In tutti gli sport quando vestiamo d’azzurro ogni atleta porta con sé non solo le speranze e le aspettative personali, ma quelle di un’intera nazione. Ogni volta che entriamo in pista, in campo o in piscina rappresentiamo l’Italia, la sua determinazione, la sua forza e la sua passione.

Questa rappresentanza è per noi un onore immenso, ma per ovvie ragioni porta con sé una grandissima pressione. Questa troppo spesso viene accentuata da critiche personali che rischiano di ledere la parte più intima di noi. Desidero quindi sottolineare l’importanza di riconoscere la nostra umanità. Siamo prima di tutto persone con pregi, difetti e sentimenti. La nostra maniacale ricerca della perfezione nello sport non ci rende immuni dagli errori e dalle difficoltà. Ma è proprio questo che ci rende autentici, è proprio questo che ci aiuta a connetterci con il pubblico e ci rende d’ispirazione per tanti giovani.

Vorrei incoraggiare, se posso, ad un cambiamento nel modo in cui gli atleti degli sport individuali vengono percepiti e sono supportati nel nostro meraviglioso Paese. Immaginate se ogni italiano tifasse per noi come tifa per la propria squadra del cuore. Con passione incondizionata. Con con sostegno costante. Senza focalizzarsi sui nostri difetti e sul nostro personalissimo essere. Questo tipo di supporto potrebbe fare la differenza tra un atleta che si perde nel tentativo di piacere a tutti e un atleta che riesce a dare il meglio di sé semplicemente essendo sé stesso.

Molti di noi, quando sono liberi dai giudizi non relativi alle performance, riescono finalmente ad eccellere, a raggiungere nuovi traguardi, a superare i propri limiti. Ma per fare ciò, abbiamo bisogno del vostro sostegno, della vostra comprensione e della fiducia in noi come rappresentante dell’Italia. Per riassumere e concludere, vorrei con grande umiltà chiedere a tutti, dai media ai tifosi, di guardare a noi atleti non solo come dei esecutori di prestazioni, ma come degli ambasciatori di valori. Valori di perseveranza e di dedizione. E soprattutto di guardarci come degli esseri umani che stanno tentando di tutto per portare il più in alto possibile il nome dell’Italia nel mondo. Grazie.“

Le parole di Elena Micheli

Un ringraziamento particolare al Presidente della Repubblica è arrivato infine anche da Elena Micheli: “È un onore per me essere qui, spero di aver onorato a mia volta l’Italia laureandomi campionessa del mondo a Bath per il secondo anno consecutivo. Far risuonare l’inno nazionale portando sul gradino più alto del podio il tricolore è stato a dir poco emozionante. Con Alice Sotero e Giorgio Malan rappresenteremo l’Italia ai Giochi Olimpici di Parigi: per noi un traguardo raggiunto, ma al contempo un obiettivo importante, per il quale ci prepareremo al meglio”, ha concluso Micheli. Tamberi e Micheli hanno donato poi al Presidente una copia del Trofeo del Campionato Europeo a squadre, una copia della medaglia d’oro dei Mondiali di pentathlon di Bath 2023 e le maglie autografate di entrambe le Nazionali.

Photo Video Credits: Ammendola – Quirinale

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