Approvati provvedimenti dalla Giunta Regionale a sostegno dei minori e delle famiglie. Fondi per oltre 36 milioni di euro e contributi concreti.
VENEZIA – La Giunta regionale ha approvato un pacchetto di provvedimenti a tutela dei minori, della famiglia e della genitorialità, un pacchetto che nelle ultime sedute ha varato ben 4 delibere stanziando contributi a favore del Sistema Veneto Adozioni, del sostegno all’affido familiare, dei Comuni con popolazione non superiore ai 20mila abitanti per l’inserimento in comunità di minori e assicurando alla famiglia un sostegno adeguato, consentendo anche l’accesso della donna al mondo del lavoro.
È stato inoltre deliberato lo stanziamento complessivo di 31 milioni di euro per i servizi alla prima infanzia ed all’infanzia ai quali si aggiungeranno ulteriori 4 milioni di euro e 1,2 milioni di euro per le spese per gli insegnanti di sostegno nelle medesime unità d’offerta, attraverso il progetto di legge di assestamento del bilancio, già all’esame del Consiglio regionale.
I provvedimenti attuati
Il primo intervento, finanziato con 310 mila euro, mira a sostenere il Sistema Veneto Adozioni. Le nove Aziende Ulss della Regione riceveranno contributi per finanziare progetti territoriali per l’anno 2024-2025, basati sui dati del sistema informativo Adonet, che monitora i percorsi delle coppie adottive sul territorio. I fondi saranno utilizzati per promuovere interventi a favore della genitorialità adottiva e dei minori adottati, concentrandosi in particolare sull’attesa, l’accompagnamento, l’inserimento scolastico e il supporto post adozione alle famiglie e agli adolescenti coinvolti.
Con un secondo provvedimento, il governo regionale del Veneto ha deliberato un finanziamento di 4.850.000 euro destinato ai Comuni e alle Aziende Ulss, se delegate, per sostenere i progetti di affido familiare. Questa somma sarà distribuita in base alle spese dichiarate e validate nel corso del 2022 tramite il sistema informativo regionale Ge.Min.I, garantendo contributi per affidamenti giudiziali, consensuali, residenziali, diurni o a tempo parziale previo decreto dell’Autorità giudiziaria.
Un ulteriore intervento prevede invece l’assegnazione di contributi a favore dei Comuni con una popolazione non superiore ai 20mila abitanti, finalizzati all’inserimento in comunità di minori di età compresa tra i 6 e i 18 anni. I contributi sono previsti anche per le rette dei minori di età inferiore ai 6 anni accolti presso “comunità familiari” e per quelli dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 21 anni.
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