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Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

La Giornata mondiale della libertà di stampa, celebrata oggi 3 maggio, è un richiamo universale all’importanza vitale di un giornalismo libero e responsabile.

ITALIA. La Giornata mondiale della Libertà di Stampa, che si celebra ogni anno il 3 maggio, è un’occasione per riflettere sull’importanza di un’informazione libera e indipendente. In concomitanza con questa ricorrenza, l’organizzazione no-profit Reporter Senza Frontiere (RSF) pubblica la sua classifica globale sulla libertà di stampa, un indice che valuta il grado di libertà e le limitazioni che i giornalisti affrontano in tutto il mondo.

Nel 2024, la classifica di RSF mostra che l’Italia è scesa di cinque posizioni rispetto all’anno precedente, passando dal 41° al 46° posto su 180 Paesi. Questa diminuzione evidenzia preoccupazioni crescenti riguardo all’influenza politica e alla concentrazione mediatica, che minano l’indipendenza del giornalismo nel nostro Paese. La classifica fornisce anche un quadro dettagliato delle tendenze globali e delle sfide che affrontano i giornalisti, con uno sguardo alle nazioni che promuovono la libertà di stampa e a quelle che la reprimono.

I motivi del calo dell’Italia

Secondo lo studio di RSF, il calo dell’Italia sarebbe dovuto principalmente a un aumento delle pressioni politiche sul settore dell’informazione. A influire sulla discesa in classifica sarebbe stato il tentativo da parte di un membro della coalizione parlamentare al potere di acquisire la seconda più grande agenzia di stampa, l’Agi, come riferisce lo studio. Questa situazione solleva preoccupazioni sulla concentrazione dei media e il controllo politico sulle principali fonti di notizie.

L’indice mondiale sulla libertà di stampa 2024

L’indice mondiale sulla libertà di stampa prodotto da RSF mostra come, nel 2024, la libertà di stampa risulti minacciata da coloro che dovrebbero esserne i garanti: le autorità politiche. Tra i cinque indicatori utilizzati per stilare la classifica, è quello politico ad aver subito il calo maggiore, con una diminuzione globale di 7,6 punti.

RSF evidenzia inoltre una mancanza di volontà politica da parte della comunità internazionale di far rispettare i principi di tutela dei giornalisti, in particolare la Risoluzione 2222 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La recente guerra in Medio Oriente ha aggravato ulteriormente la situazione, con un numero record di violazioni contro i giornalisti e i media: più di 100 reporter palestinesi sono stati uccisi dalle forze di difesa israeliane, di cui almeno 22 mentre erano in servizio.

I Paesi più liberi

I Paesi in cui la libertà di stampa è “buona” sono principalmente membri dell’Unione Europea, che ha recentemente adottato la sua prima legge sulla libertà dei media, il Media Freedom Act. Al primo posto della classifica troviamo la Norvegia, seguita da Danimarca e Svezia. Al contrario, la libera informazione è messa a dura prova in Ungheria, Malta e Grecia, i tre Paesi UE più bassi in classifica.

I Paesi più censurati

Le ultime tre posizioni della classifica sono occupate dall’Afghanistan, dalla Siria e dall’Eritrea, che si trova al 180° posto, rendendola il Paese con il peggior livello di libertà di stampa. Anche la Russia ha una posizione critica nella classifica, al 162° posto, dovuta al fatto che quasi tutti i media indipendenti sono stati banditi o sottoposti a censura militare.

Un giorno per riflettere sulla libertà di stampa Il World Press Freedom Day, patrocinato dall’UNESCO, ci ricorda l’importanza di proteggere i giornalisti e promuovere un giornalismo accurato e responsabile. Quest’anno, la giornata si concentra sull’importanza del giornalismo e della libertà di espressione di fronte alla crisi ambientale globale, una sfida che richiede un impegno informativo senza precedenti. Proteggere i giornalisti e garantire il loro diritto alla libertà di espressione è essenziale per costruire un futuro sostenibile e contrastare la disinformazione.

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