Quella di questa sera contro San Severo è una di quelle partite per cui ci vorrebbe un miracolo. Ma mai dire mai. Gemini decimata dall’influenza. Cece Ciocca e Marco Perin con febbre alta restano a casa. Giacomo Statua è in panchina ma non sta bene. Il resto della squadra è arrivato in quel di Puglia ma capire chi scenderà in campo, ora come ora, è un vero rebus. Unica certezza, i 13 eroi che, proprio in queste ore, si stanno facendo 1.300 chilometri in macchina per sostenere i biancorossi.
MESTRE – Al telefono il presidente Guglielmo Feliziani è sereno, come sempre del resto. In tutto questo tempo mai una parola storta, anche quando le cose non sono andate proprio benissimo. E avere l’appoggio incondizionato della società è un valore aggiunto, per il team mestrino.
Tant’è, il bollettino medico questa mattina parla di K Mazzu “in camera che non sta benissimo”, di Caversazio febbricitante e Lenti altrettanto. Anche Giacomo Statua, che sostituisce Cece Ciocca in panchina, non è proprio al top.
Insomma, sarebbe stato meglio stare a casa a curarsi, ma il regolamento è chiaro: se non ci si presenta è un 2-0 a tavolino più 2 punti di penalità. Ovvero come perdere due partite, e la Gemini non se lo può permettere.
Contattata nei giorni scorsi, la squadra avversaria ha preferito giocare lo stesso, così i nostri eroi sono partiti ieri direzione San Severo, con qualche rinforzo dall’Under 19 come Zinato e Zampieri.
“Oggi è una mission impossible – dice Guglielmo Feliziani – ma per amor di firma bisogna comunque provarci. E poi giochiamocela a viso aperto, anche perché certe situazioni hanno risvolti psicologici inaspettati”.
I miracoli accadono proprio quando non c’è niente da perdere.
Ci sono società che non dichiarano infortuni et similia per non favorire gli avversari. Situazioni vissute in prima persona dalla sottoscritta. Ma è anche vera l’altra faccia della medaglia: se so che scenderò in campo contro una squadra “indebolita” suo malgrado, magari faccio l’errore di sottovalutarla.
Insomma, mission impossible… forse. La Gemini scenderà in campo acciaccata ma ben determinata a vendere cara la pelle. E chissà che l’adrenalina dei giovani virgulti, insieme a chi sta abbastanza bene tra i titolari, non compia il miracolo che tutti vorrebbero vedere.
Soprattutto i 13 irriducibili che sono partiti questa mattina in macchina per sostenere i loro eroi. Ed è a loro che dedico la copertina, perché questo è amore all’ennesima potenza. Grazie Francesco per la foto e grazie a tutti voi, che siete anche noi.
Come sempre, la Gemini scenderà in campo con il sesto uomo al suo fianco. E se vogliamo parlare di risvolti psicologici, questo è sicuramente quel quid in più importantissimo, soprattutto nei momenti più delicati.
Con l’augurio di pronta guarigione a chi proprio bene non sta, in attesa di ritrovarci al Taliercio domenica 17 dicembre insieme a un tale che di nome fa Sven Smajlagić, guardia classe 1990, 196 centimetri, figlio dell’ex giocatore di pallamano Irfan Smajlagià, oro nelle Olimpiadi estive del 1996 con la Croazia.
Un’esperienza in mezza Europa, titoli nazionali in Bosnia nel 2018 e in Croazia nel 2022, il croato ha scelto Mestre proprio per i progetti e le ambizioni della società. Un “colpo grosso”, come hanno scritto in molti, che porta il timbro dell’Ingegner Giorgio Querci, main sponsor del team mestrino ma soprattutto “innamorato” dei colori biancorossi. E ve lo dice una che ce l’ha molto vicino a ogni partita.
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