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Furlani campione del mondo

Furlani campione del mondo

Mondiali indoor da record per gli azzurri. Dopo l’oro di Diaz nel triplo e l’argento di Dosso nei 60 metri, Mattia Furlani è campione del mondo nel salto in lungo

NANCHINO – L’Italia porta a casa dai Campionati Mondiali indoor di Nanchino due ori e un argento. Più due quarti posti. La spedizione azzurra in Cina finisce con un bottino da record. Mai nella storia della nostra Federazione di atletica eravamo tornati a casa con due successi.

Gli atleti azzurri ci erano riusciti all’aperto nel 1987, 1995 e 1999, ma considerando che qui mancava Battocletti, Iapichino e i medagliati olimpici di Tokyo è un risultato davvero storico. Quinto posto nel medagliere dietro ai soliti Stati Uniti, (6 ori, 4 argenti, 6 bronzi), Norvegia (3-0-1), l’Etiopia delle grandi distanze(2-3-0) e Gran Bretagna (2-1-1).

Anche in questo caso si tratta del miglior piazzamento di sempre ai Mondiali indoor. Il record precedente era dato dal sesto posto a Barcellona 1995. Ma se andiamo a guardare anche i piazzamenti, ecco che la crescita e la bontà del movimento è ancora più incredibile.

L’Italia infatti con 42 punti è la prima Nazione europea, dietro a Usa (175), Australia (55), Etiopia (44) e ai padroni di casa della Cina (44). Questo grazie ai 10 finalisti azzurri.

Furlani sul tetto del Mondo

Ormai Mattia Furlani non è più la promessa, la rising star dell’atletica mondiale. È una vera e propria certezza. A nemmeno 15 giorni dalla delusione dell’argento vinto Europei indoor di Apeldoorn per un solo centimetro, è lui questa volta a gioire. Un salto a 8,30 che lo porta a essere il primo italiano della storia a vincere il titolo iridato in questa disciplina.

Una gara molto tirata, con il campione di tutto Miltiadis Tentoglou ancora fuori forma, ma che vede nel giamaicano Wayne Pinnock e nell’australiano Liam Adcock i due veri avversari del neo ventenne azzurro. Furlani salta il primo nullo di 19,5 cm. È il momento di mettere a punto la nuova rincorsa. Vola a 38,30 km/h. e secondo salto e 8,30, lasciando in pedana solo 2.5 cm.

Adcock e Pinnock sono a 8,28. Il reatino è subito in testa anche se distante dai 8,38 di personale l’anno scorso e8,37 in questa stagione indoor. Il bronzo olimpico salta ancora nullo, Tentoglou è quinto con 8,14, il giamaicano (argento a Parigi) si avvicina con 8,29.

L’azzurro salta a 8,28 regalando 16,1 centimetri allo stacco e poi un altro nullo. Gli avversari non si migliorano. Ultimo salto della gara per Furlani che va a 8,21 e gioisce per il suo primo titolo mondiale che va ad aggiungersi al bronzo olimpico, l’argento mondiale indoor e argento europeo nella scorsa stagione e all’argento europeo indoor due settimane fa.

È la sesta medaglia azzurra maschile nel lungo nella storia dei Mondiali indoor, dopo l’argento dello stesso Furlani un anno fa e i bronzi di Giovanni Evangelisti (1985, 1987, 1991) e Andrew Howe (2006). Al femminile invece è Fiona May ad aver vinto ben tre titoli.

A fine gara Mattia Furlani commenta così:

“È l’oro che ho sognato e desiderato. Dopo gli Europei indoor sono rimasto concentrato, ci ho creduto fino alla fine di poter competere tra i migliori al mondo. Ci sono riuscito e per me è incredibile! Ho vinto di un centimetro, ma questo è lo sport. Sono più che contento di aver fatto un’ottima gara, anche se c’è da lavorare dal punto di vista tecnico e si può fare ancora meglio, devo avere più sicurezza nella rincorsa. Il salto a 8,30 è stato bellissimo: puntavo soprattutto a una misura per qualificarmi, poi mi sono accorto che era 8,30! E quello a 8,28 poteva essere molto di più. Per me è qualcosa fuori dal normale, un onore essere il primo azzurro d’oro a un Mondiale nel lungo, ma ci sono ancora tante tappe da fare”.

Parlando poi della mamma e allenatrice Khaty Seck: “Non si può spiegare. Sappiamo, io e lei, le lacrime versate ad Apeldoorn perché quel giorno valevo di più. Adesso siamo qui a un Mondiale vinto e me lo voglio godere. Ai Mondiali di settembre a Tokyo andiamo per sognare ancora, con la stessa tenacia, per fare di meglio”.

Dosso d’argento

Arriva l’argento per Zaynab Dosso nei 60 metri con 7.06. Gli occhi erano tutti puntati sulla freccia azzurra dopo i migliori tempi nelle batterie (con 7.09) e nelle semifinali ( 7.07). A un anno dal bronzo di Glasgow e a due settimane dall’oro agli Europei indoor di Apeldoorn, la 25enne emiliana non parte benissimo (0.180 il crono di reazione) e poi inizia una rimonta incredibile.

A spuntarla però è l’altra favorita, la svizzera Mujinga Kambundji che con 7.04 vince il suo secondo oro dopo quello di tre anni fa. Bronzo alla lussemburghese Patrizia van der Weken in 7.07.

Il suo commento:

“Mi aspettavo molto da me stessa, ma nei 60 metri la partenza non perdona. Ho sbagliato e ho pagato, però allo stesso tempo sono molto orgogliosa del mio percorso: se penso a tre anni fa, non mi sarei mai aspettata di vincere una medaglia e oggi sono quasi delusa per l’argento, mi fa strano. Volevo quest’oro, per me e per l’Italia, e continuerò a lavorare. In semifinale avevo sbagliato la partenza, poi in finale mi sono detta di mettermi sui blocchi tardi, lo starter ci ha tenuto comunque tanto e mi sono un po’ distratta. È stato difficile correre rilassata, ma sono contenta di non aver mollato. Un pensiero va anche allo staff medico federale, perché sono rimasta ferma una settimana dopo gli Europei per un problema allo scafoide e sono grata di essere riuscita a correre. Per me è un punto di partenza per la stagione all’aperto”.

Photo Credits: Grana/Fidal

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