La vita sa essere veramente crudele, concede, elargisce a pié mani e premia, ma toglie in maniera repentina. Lasciando una scia di interrogativi difficili da comprendere.
Sven Goran Eriksson 75 anni, ha rivelato alla radio svedese P1 di avere un cancro non operabile e secondo il parere dei medici avrebbe non più di un anno di vita.
Sven, allenatore perfetto, profondo conoscitore del calcio, ha iniziato da professionista al Gôteborg e vanta panchine prestigiose tra cui Manchester City, Benfica, Inghilterra, Lazio, Roma, Fiorentina e Sampdoria.
Elegantissimo nel suo incedere, signorile e mai una riga sopra, in panchina la sua calma olimpica è sempre stata la sua cifra distintiva, il suo tratto magistrale con cui si faceva sentire. Senza strepiti e urla.
Svennis, ribattezzato così in Svezia, racconta di aver scoperto la malattia all’improvviso e di aver dovuto dapprima realizzare ed accettare la nuova condizione di vita, per poi riuscire a parlarne in pubblico. Forse un atto liberatorio, quasi a volerne condividere il tutto per poter avere una sofferenza meno opprimente.
Sovvertire una partita impossibile, di quelle che sembrano perse in partenza, Sven ora avrà in serbo tanta volontà, fondamentale per una sfida di siffatte proporzioni, ma anche quella lucida consapevolezza che serve a tradurre in positivo situazioni al limite.
Perché è proprio quel crinale da percorrere, il match nel match, la partita dentro la partita, questa volta la piú difficile per Sven.
Credits photo by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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