Una condanna ed una richiesta di ergastolo nel giorno della violenza sulle donne
Due aule di Tribunali, Milano e Venezia, hanno fatto da cornice in Italia alle manifestazioni del 25 novembre, data simbolo in tutto il mondo per la giornata contro la violenza sulle donne.
Mentre nei luoghi istituzionali e nelle piazze dei vari paesi si intrecciavano cortei, convegni, manifestazioni di vario tipo sul tema, due vicende di violenza estrema, concluse con l’omicidio della vittima, trovavano la loro conclusione in due aule dove i carnefici venivano giudicati da una corte.
Corte d’Assise di Milano
La sentenza della corte d’Assise di Milano ha condannato all’ergastolo Alessandro Impagnatiello per il femminicidio di Giulia Tramontano, la vittima era incinta.
Impagnatiello era accusato di avere ucciso la fidanzata incinta Giulia Tramontano con 37 coltellate: per lui un ergastolo con isolamento diurno per 3 mesi. Egli è detenuto nel carcere di San Vittore dal giugno del 2023.
Non è stata riconosciuta dalla Corte alcuna attenuante, mentre sono state confermate le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e del rapporto di convivenza.
I familiari di Giulia Tramontano hanno accolto la sentenza tra le lacrime, stringendosi in un abbraccio.
Chiara Tramontano sorella di Giulia, ha commentato:. «Non credo che il segnale contro i femminicidi vada dato dopo che una donna è stata uccisa, va dato prima. Questa sentenza è un normale epilogo della giustizia ma dovremmo fare molto di più e prima. E’ una coincidenza ma non aggiunge altro al significato giuridico»
Corte d’Assise di Venezia
Nella stessa giornata alla Corte d’Assise di Venezia al termine della requisitoria del pm Andrea Petroni, la procura ha chiesto la condanna all’ergastolo per Filippo Turetta, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, incluse le aggravanti di premeditazione, crudeltà e stalking.
In aula assente Gino Cecchettin, impegnato con la Fondazione per Giulia nella giornata contro la violenza sulle donne.
Il processo a Filippo Turetta
Il processo è cominciato a Venezia lo scorso 23 settembre. Nella seconda udienza del 25 ottobre Filippo ha raccontato fin nei minimi particolari l’omicidio di Giulia. Ieri, 25 novembre, è seguita la requisitoria. La sentenza dovrebbe arrivare il 3 dicembre 2024.
Il pm di Venezia Petroni nel corso della requisitoria ha specificato “In questa carte non ci sono riflessioni sul femminicidio e sulla Giornata contro la violenza sulle donne. In questa sede non le riteniamo opportune. Qui si parla di un’indagine condotta con la massima prudenza, con capi d’accusa che sono gli stessi da inizio indagine, perché non è cambiato nulla. Ci si è basati solo sui fatti, tutto si basa su quanto ricostruito”.
Un parco per Giulia
Ieri, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Venezia ha intitolato a Giulia Cecchettin un parco, situato nella frazione di Chirignago. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha spiegato la scelta: “Questo è un gesto simbolico, un primo passo per iniziare a lavorare insieme e costruire una cultura del rispetto e della responsabilità. Un passo che dobbiamo compiere tutti, uniti, a partire da noi uomini, per dimostrare che parità di genere ed equità non sono solo belle parole ma risiedono in azioni concrete e gesti quotidiani. Perché Giulia non sia dimenticata mai, per dire basta alla violenza di genere”.
Crediti immagine:https://www.laverita.info/impagnatiello-si-becca-ergastolo-2670000238.html
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