I ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno illustrato un libro per i bambini della scuola dell’infanzia
Un progetto di peer education in cui i grandi si prodigano per i piccoli dell’Istituto comprensivo 2 di Treviso
La paura, a qualunque età si presenti e in qualunque forma si manifesti si può superare con l’apertura agli altri, il dialogo e l’immaginazione. È questo l’insegnamento che la storia di “Elia e il Buio” regala ai suoi piccoli lettori. Ma non è tutto.
“Elia e il Buio” è un libro che racconta anche di un progetto di continuità scolastica, passione e utilità sociale e che ha come protagonisti i ragazzi delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Serena, coinvolti dal loro professore di Arte e Immagine Antonio Favale. Proprio loro hanno avuto il compito di illustrare la favola di Elia perché potesse prendere forma ed essere donata, a partire da giovedì 27 Maggio, a tutti i circa 270 bambini delle 7 scuole dell’infanzia statali e paritarie coinvolte nel progetto continuità dell’Istituto Comprensivo 2 Serena.
La storia è stata scritta a 4 mani da due giovani autrici di narrativa per l’infanzia, Marica Pagnosin e Sara Presotto, ex studentessa delle scuole dell’Istituto, e parla del timore che Elia ha del buio, sconfitto solo quando scopre che Buio, un personaggio vero e proprio, ha più paura di lui della luce. I due imparano così a farsi compagnia, a condividere i propri sentimenti e a sostenersi reciprocamente.
A dare un volto ad Elia e a Buio, ci hanno pensato i disegni di Giulia, della 1^A, mentre le scene sono state rappresentate liberamente dai ragazzi della classe.
I libretti, col Patrocinio della Città di Treviso, sono stati poi consegnati direttamente ai bimbi, che hanno atteso trepidanti i “colleghi” più grandi, insieme al Prof. Favale, alle autrici e alla dirigente scolastica Lorella Zauli, preparando per loro canti e un colorato benvenuto.
Presente alla consegna alla Scuola dell’Infanzia Rodari anche l’Assessore all’Istruzione del Comune di Treviso Silvia Nizzetto che entusiasta ha commentato così l’iniziativa: “Faccio i complimenti a tutti gli attori coinvolti in questo progetto dai più piccoli, i ragazzini che hanno illustrato meravigliosamente questa storia, le autrici fino ai docenti. Si tratta di un esempio di peer education e di valore aggiunto della scuola, che si manifesta quando riesce a produrre dei progetti che arrivano fino alle famiglie.” E continua sottolineandone l’utilità sociale “i ragazzi più grandi attraverso le loro illustrazioni aiutano i piccolissimi a superare le paure e la scuola attraverso il dono di questo contributo educativo si fa più vicina alle famiglie e alla comunità per crescere tutti insieme, migliori.”
Parole che trovano conferma anche nel pensiero di Lorella Zauli: “Questo è un progetto che tocca il cuore e mostra come l’Istituto Comprensivo possa essere una grande comunità educante ed educativa dove avvengono degli scambi significativi tra le varie scuole”.
La consegna dei libricini proseguirà per tutta la settimana prossima, affinché ogni bimbo possa avere in mano il suo personale “aiuto” per vincere la paura.
Lorenza Raffaello
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