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Dove c’è Gemini, c’è casa

Una volta era una nota marca di pasta a essere “casa”, ma dubito che qualcuno dei giovani atleti della Gemini Basket se lo ricordi. La curva di sicuro, visto che parliamo di adolescenti un po’ cresciuti. Il perché del titolo è presto detto: ieri sera a Mestre il basket ha dimostrato una volta di più che questo sport, se gestito con passione, non è business, è amore. Ed esiste anche il “terzo tempo” della palla a spicchi, da vivere tutti insieme.

MESTRE – Non solo in campo. Ma soprattutto, con la gente e per la gente. Che un po’ si è dimenticata di cosa significhi giocare al Taliercio, non tanto in termini agonistici quanto economici, visto che il “noleggio” del palazzetto si paga.

Il pubblico per ora risponde a intermittenza, ma per mantenere una squadra e tutto un apparato ancora non si è arrivati al baratto. Servono soldi. E se non ne arrivano tanti dai biglietti o dagli abbonamenti per le partite casalinghe, si può fare solo affidamento su sponsor e abbinamenti pubblicitari.

Ed è così che ieri sera Ivan Galante è diventato un bianco rosso ad honorem. Il suo appoggio alla squadra e alla società, da “mestrino DOC”, gli è valso la divisa da gara dei suoi eroi. Che chiunque avrebbe accettato con un sorriso. Lui invece, proprio come si fa in famiglia, l’ha immediatamente indossata, chiamando al suo fianco papà Giuliano, fondatore nel lontano 1978 della GIG Impiantistica.

“Sono felicissimo di poter stare al fianco del Basket Mestre – ha detto un emozionato Ivan Galante – abbiamo seguito la squadra nel corso degli scorsi playoff e ci ha regalato delle grandi emozioni per cui abbiamo subito accettato di poterla sostenere. La nostra azienda è mestrina, bianco e rosso sono i nostri colori sociali come quelli della squadra, si tratta di un connubio perfetto, inoltre per noi è importante valorizzare il nome di Mestre, cosa che questo gruppo si sta impegnando a fare nel migliore dei modi”.

Ad applaudirlo tutta la squadra eccetto uno, ma su questo torneremo tra un po’. Voglio invece soffermarmi sul gruppetto di persone che, tra un sorriso, una battuta e una risata, ha vissuto un paio d’ore con tutti i giocatori. E sottolineo tutti. Cose che si vedono raramente. Di solito, ci sono uno o due rappresentanti. E invece no. Squadra al completo.

E tutti, come in famiglia, si sono prestati al gioco goliardico di Ivan Galante il quale, dopo aver confessato il suo passato da animatore turistico, ha sfidato i giocatori a “Piripicchio – Piripacchio”, che sembra una cavolata a dirlo così, ma invece sottintende una capacità d’intuizione e concentrazione non da poco.

Sono quei giochetti che da bambini abbiamo odiato un po’ tutti, siamo onesti. E ci si è messo anche il presidente Guglielmo Feliziani, come un buon padre di famiglia, spinto probabilmente dal fatto che – se la squadra avesse perso – sarebbero stati rivisti i termini dell’accordo commerciale. Cose che solo tra persone serie possono diventare scherzi.

Puoi fregare tutti, ma non un partenopeo. Se la squadra ha ancora uno sponsor come GIG Impiantistica lo si deve a 206 centimetri di ragazzo per 101 chili compresa la chioma fluente. A uno a uno son caduti tutti – e sono stati comunque davvero bravi a resistere – finché, stile Highlander, ne è rimasto solo uno.

Il napoletano Ivan Morgillo, nuovo centro di questa stagione con la maglia numero 9, non ha mollato di un punto. Già lo avevo soprannominato Elastic Man per la fluidità dei tiri da tre. Ieri sera quelle braccia hanno dato vita a un coordinamento muscoli e cervello che adesso dovrà sfoggiare ogni volta che mette piede sul parquet. Sai com’è.

Ciao Bugo. Dicevamo che c’erano tutti tranne uno. Un po’ mi dispiace, perché mi sarebbe tanto piaciuto vedere un sorriso sul volto di Fabio Bugatti. Ma a volte la chimica fa brutti scherzi, e le strade si dividono: “La società comunica di aver deciso di interrompere rescindendo consensualmente il rapporto con l’atleta Fabio Bugatti ringraziandolo per quanto fatto in questa prima parte di stagione. In seguito alla risoluzione consensuale del contratto, gli auguriamo il meglio per il prosieguo della sua carriera”, dice la società.

Il suo destino sembra però legato agli stessi colori, visto che per la Civitus Vicenza è “l’uomo giusto per dare un forte impulso al fatturato offensivo del quintetto biancorosso”. Buona fortuna, Bugo.

Da giocatori a scrittori… solo sul Nuovo Terraglio

Cosa pensa un giocatore? Come vive la squadra, la partita, gli avversari, il pubblico? Cosa fa nel tempo libero?

Si fa presto a fare un’intervista, altro discorso è raccontarsi. E grazie al presidente Guglielmo Feliziani e al coach Cesare Ciocca il nostro giornale ospiterà a cadenza settimanale – partite e allenamenti permettendo, che hanno la priorità – un articolo scritto di proprio pugno o un video, chissà – di tutti i giocatori biancorossi.

Quindi prossimamente sui vostri schermi – pc, smartphone o tablet che sia – ne leggerete o vedrete delle belle.

Si comincia a furor di squadra dal capitano Andrea Mazzu Mazzucchelli. Stay tuned!

credits foto Walter Dabalà

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