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Differenti con metodo

Due mostre a Treviso per evidenziare l’anima segreta delle cose

Treviso. Differenti con metodo, è una mostra che si  è aperta il 30 novembre presso il Museo Bailo di Treviso e risulta interessante non solo per chi fa parte del mondo dell’architettura o del design, ma anche per chi si interessa di storia del costume e  delle eccellenze trevigiane e nazionali.

Al museo Bailo

A  cura di Luciano Setten, direttore artistico, con Mario Gemin, Giuseppe Cangialosi e Luca Facchini e promossa da [e]DesignFestival, narra i progetti di alcuni dei più importanti protagonisti del design e dell’architettura trevigiana degli ultimi sessant’anni, legati da una formazione universitaria svolta allo Iuav di Venezia, dotato d’un corpo docenti d’eccellenza, con importanti maestri dell’architettura italiana quali Franco Albini, Ignazio Gardella, Bruno Zevi, Giuseppe Samonà, Egle Trincanato e Carlo Scarpa, in una congiuntura delle più favorevoli.

Il periodo storico, 1960-1990,  esaminato nelle opere dei professionisti selezionati, porta a considerare, come scrive Roberto Masiero, “…le trasformazioni politiche e ideologiche che accompagnano il boom economico, l’emergere di una nuova classe dirigente, lo sviluppo di una industria diffusa dei beni di consumo a medio contenuto tecnologico, ma ad alto contenuto di immagine; l’inurbamento scomposto che ha modificato il paesaggio rurale ed ha letteralmente violentato i modi d’uso dei centri storici.”

Il percorso espositivo cerca infatti  di evidenziare l’anima segreta delle cose, con particolare attenzione ad una ricerca formale che si può riscontrare, costantemente, nelle opere degli architetti selezionati.

L’allestimento è stato pensato per aree tematiche – la formazione a Venezia, le architetture, il design, gli interessi collaterali- nelle quali sono presenti contemporaneamente gli architetti/designer e i loro progetti/ interessi.

Edifici iconici di Treviso

La mostra risulta poi interessante per scoprire tra i progetti alcuni degli edifici iconici della nostra città, ad esempio il Condominio il Molinetto in Pescheria  di Luciano Gemin e la facciata laterale delle casa albergo Salce di Carlo Scarpa ed alcuni oggetti di design, che ormai fanno parte della nostra vita , come le maniglie e  il porta ombrelli Goccia,Magis di Marilena Boccato e Gian Nicola Gigante.

L’architettura nei manifesti al museo Salce

La mostra prosegue al Museo Salce;  questa parte è curata da Luciano Setten con Elisabetta Pasqualin. Con una selezione di immagini dei manifesti viene ripercorso un particolare momento dell’architettura, del design e degli stili di vita, partendo dagli anni Cinquanta.

Questi infatti rappresentano il momento di forte crescita del Paese e che hanno visto gli architetti, raccontati nella mostra al Museo Bailo, crescere e laurearsi all’interno dello IUAV, insieme a grandi maestri e docenti in una congiuntura delle più favorevoli.

La sinergia delle due mostre è completata da una serie di interessantissimi talk ad ingresso gratuito a cura di Paola Bellin, che si svolgono in entrambi le sedi, il giovedì al Bailo alle ore 18 e il venerdì alle ore 17,30 al Museo Salce.

Risulta perciò altamente consigliabile una visita alle due mostre ed una partecipazione assidua ai talk collaterali, che possono far comprendere ancor più il contesto in cui sono vissuti ed hanno operato questi architetti e designer e come abbiano interpretato le esigenze dei loro committenti.

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