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Connettività sinonimo di libertà

Pietro Piccinetti, AD Infratel

Ing. Pietro Piccinetti, AD Infratel: “Promuovere servizi attraverso la banda larga e il 5G”

“Promuovere la diffusione della banda ultralarga e del 5G su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle aree dove non esiste mercato. È questo l’obiettivo oggi di Infratel Italia che, negli anni, ha abilitato cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni alla fruizione dei servizi digitali, affermando il principio secondo cui la connettività è sinonimo di libertà.” In sintesi il cuore dell’intervento che l’ing. Pietro Piccinetti, Amministratore delegato di Infratel Italia (in foto) ha tenuto a “Telco per l’Italia”, uno degli eventi più importane nel panorama delle telecomunicazioni e delle tecnologie digitali, il 26 giugno a Roma.


La società

Infratel Italia è operativa dal 2005 per creare le infrastrutture necessarie alla banda larga nelle aree del Paese di scarso interesse economico per gli operatori privati. La società è cresciuta negli anni per soddisfare le esigenze di connettività di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni ed eliminare gli ostacoli allo sviluppo dei «territori digitalmente marginali» del Paese.

Oggi Infratel Italia è esecutore dei piani di intervento pubblico, per le infrastrutture digitali e per la diffusione di servizi basato su connettività ultraveloce, mediante un accordo di programma con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MiMIT e una convenzione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.


Cosa è stato fatto

È stata realizzata da Infratel un’infrastruttura di rete per oltre 20.000 km, che collega circa 3.000 comuni italiani, mentre la rete in Concessione collega 4.964 comuni (su 6.045).

Grazie a questo intervento, milioni di italiani che vivono in zone rurali o periferiche stanno finalmente ottenendo accesso a una connettività di qualità, indispensabile per competere in un’economia sempre più digitalizzata.


L’offerta di servizi con il PNRR

Nel panorama globale, dove tecnologia e connettività sono diventate le colonne portanti del progresso economico e sociale, Infratel Italia ha un obiettivo ambizioso: promuovere la diffusione della banda ultralarga e del 5G su tutto il territorio nazionale. È infatti il soggetto attuatore degli interventi del Governo compresi nell’investimento del 14% delle risorse totali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La banda ultralarga e il 5G sono il cuore pulsante di una società digitale moderna. Consentono alle imprese di tutee le dimensioni di innovare, aiutano gli enti pubblici a offrire servizi più efficienti e migliorano la qualità della vita delle persone, facilitando l’accesso a risorse educative, sanitarie e culturali.

Iniziative come il Piano Scuola connessa (prevista la connettività ad oltre 35.000 scuole italiane) e il supporto alle PMI per la transizione digitale ne sono esempi concreti.

Con il Piano Sanità Connessa si creano reti avanzate per la connessione ultraveloce per oltre 8.700 strutture sanitarie pubbliche, diffuse in tutta la Penisola.

A fine 2024 verrà concluso il Piano Isole Minori, che doterà di collegamenti ottici sottomarini 21 isole tra Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna, nel rispetto dei target PNRR assegnati all’Italia.


La sfida dell’intelligenza artificiale

Nel suo articolato intervento l’ing. Pietro Piccinetti ha toccato anche il tema dell’intelligenza digitale.

“Ricordiamo le parole di Papa Francesco: “Se le nuove tecnologie aggravano disuguaglianze e conflitti non possono essere considerate vero progresso” ha detto l’AD di Infratel.

“I campi di applicazione e i possibili vantaggi dell’Intelligenza artificiale sono numerosi: porterà risparmio di fatica nelle operazioni ripetitive, produzioni più efficienti, trasporti più comodi, mercati più dinamici e soprattutto porterà una rivoluzione nei processi di raccolta, organizzazione, verifica e fruizione dei dati. L’intelligenza artificiale comporterà un aumento delle capacità di cura e la creazione di nuove forme di ricchezza. Però un possibile effetto dell’avvento dell’intelligenza arƟficiale potrebbe essere l’acuirsi di un nuovo digital divide relativo alle competenze digitali, sia dal punto di vista dell’utente, sia dal punto di vista delle compagnie che sviluppano i sistemi di intelligenza artificiale.

Tali competenze, sebbene globali, sono appannaggio di pochissime aziende mondiali. C’è il rischio sostanziale di un vantaggio sproporzionato per pochi a scapito dell’impoverimento di molto. Dobbiamo garantire che l’intelligenza artificiale sia guidata da principi etici, inclusi la trasparenza, l’equità, la responsabilità e il rispetto dei diriti umani, per garantire che il progresso sia davvero un beneficio per l’intera società” ha concluso l’ing. Piccinetti.

Crediti fotografici: Marco Santi Amantini

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