Site icon Il Nuovo Terraglio

Comunità LGBTQI+, scontro in Consiglio

Respinta la proposta della minoranza di inserire nella Consulta un rappresentante delle associazioni LGBTQI+

Mogliano Veneto (TV) – Non sono colpi in punta di fioretto, ma “un corpo a corpo” metaforico tra maggioranza e opposizione.

Martedì 30 luglio, in Consiglio comunale è andato in onda un confronto molto acceso su alcuni punti all’Ordine del Giorno. Il primo relativo all’acquisto dei taser per la Polizia locale che aveva già registrato nei giorni scorsi contrapposte prese di posizione. Il secondo sulla proposta della minoranza di inserire nella Consulta un rappresentante della comunità LGBTQI+.


Il Regolamento per la Consulta delle Pari Opportunità

Martedì il punto più infuocato, in questa estate rovente,  è stato il dibattito relativo alla Consulta per le Pari Opportunità. Durante la seduta sono state proposte dall’assessore alle pari opportunità di Fratelli d’Italia Francesca Caccin, alcune modifiche al regolamento della Consulta comunale per le pari opportunità, al fine di rendere l’operato della stessa più attento alle esigenze della Città.  Viene introdotta la possibilità di coinvolgere all’interno della stessa un membro, più uno supplente, provenienti dalla società civile, per dare modo a chi ritenga di  avere le competenze e pensi di poter dare un contributo attivo, di poterne fare parte anche se non inserito nelle  associazioni del territorio.

Per favorire lo scambio di idee tra i cittadini e la Consulta, verrà creato un link, con un apposito indirizzo email, per interagire direttamente con l’organo consultivo. Inoltre è stata allargata la presenza di rappresentanti delle associazioni che operano nel campo della disabilità affinché i ragazzi con abilità speciali possano essere una risorsa per la città. “ L’ auspicio è quello di poter veramente fare la differenza sul territorio, grazie alla partecipazione di persone motivate” ha concluso l’assessore Caccin.


Il duro confronto

A questo punto si è aperto il confronto tra minoranza e maggioranza. La minoranza ha fatto la richiesta di inserire  un rappresentante delle associazioni LGBTQI+ in quanto “lo scopo della Consulta è rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza di tutti i cittadini nella nostra comunità. Per questo motivo, all’interno della commissione sono già presenti rappresentanti di numerosi corpi intermedi che operano quotidianamente su questo tema nei loro rispettivi ambiti” hanno dichiarato.

Ne è seguito un acceso dibattito che ha visto protagonisti Nilandi e Benvenuti (FdI). La proposta è stata respinta all’unanimità.


Le parole della minoranza

Ha dichiarato la minoranza in un comunicato stampa:  “Purtroppo, siamo rimasti delusi nel constatare che la maggioranza, invece di considerare i benefici che questo avrebbe potuto portare ai cittadini della comunità LGBTQI+, ha preferito strumentalizzare politicamente la proposta, nascondendosi dietro le consuete barricate ideologiche”. “Questa è la nuova maggioranza del Bortolato Bis, dove Fratelli d’Italia e Lega si contendono il potere tra discriminazioni e strumentalizzazioni”.


La risposta di Fratelli d’Italia

“In merito alla proposta avanzata dall’opposizione di includere all’interno della CPA un membro nominato dalla comunità lgtbqa+, riteniamo che sia stato l’ennesimo tentativo di creare polemica. Innanzitutto le proposte e le  modifiche al regolamento, avrebbero potuto e dovuto essere avanzate in sede di Commissione Consiliare, come avvenne cinque anni fa. Ma la minoranza ha preferito presentare un emendamento  (peraltro formalmente non ammissibile in quel contesto, tanto da essere stato rifiutato e riformulato come richiesta di impegno all’amministrazione) durante il consiglio comunale, dimostrando chiaramente una volta di più quanto le  intenzioni di PD & co. siano non tanto la tutela dei diritti della comunità lgtbqa+, ma la ricerca di visibilità e l’occasione di apparire sui giornali”.

“Per quanto riguarda il nostro rifiuto, riteniamo che l’orientamento sessuale sia una questione intima e personale, e non debba mai diventare motivo di discriminazione, classificando le persone in categorie di appartenenza. Questo sì è un modo di ghettizzare e di creare limiti e barriere. Le persone valgono infinitamente come tali,  indipendentemente da chi scelgono di amare.” 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version