Site icon Il Nuovo Terraglio

Come Giulietta e Romeo

A causa di varie patologie più o meno gravi e dopo una brutta polmonite, Siora Mare è stata ricoverata in casa di riposo da marzo del 2019. (Se non hai letto il primo episodio lo trovi QUI)

All’inizio non è stato semplice per il Sior Pare. Cinquant’anni di matrimonio più altri cinque da “morosi” (fidanzatini). Una vita intera trascorsa insieme. Inizialmente era ricoverata a Venezia centro storico, per cui, pur non vedendoci, lui si prendeva l’autobus (facile per lui riconoscerlo perché l’unico doppio che passa qui dove abitiamo), scendeva in Piazzale Roma e poi si faceva la sua bella passeggiata per Cannaregio. Un modo anche per sentirsi a casa per noi nati tutti a Venezia e, per di più, io proprio in quella struttura. Senza contare che la maggior parte dei nostri parenti abita tuttora a Venezia.

Per vari motivi, a settembre abbiamo dovuto trasferirla a Mestre. Purtroppo per arrivarci non c’è l’autobus diretto, per cui dopo un paio di prove (in cui si è ovviamente perso per la città), ci ha rinunciato. Ora può andarci solo se lo porto io. Questo lo limita parecchio, in ogni caso riuscivamo comunque ad andare a trovarla un paio di volte a settimana.

Ogni volta le battute si sprecavano, tra le uscite di Siora Mare e quelle di Sior Pare tutti i presenti si facevano delle belle risate!

(Hai perso l’articolo del Sior Pare e Alexa?)

L’ultima volta che l’abbiamo incontrata è stata a fine febbraio. Il lunedì dopo la casa di riposo è stata blindata. E come glielo spieghi ad un uomo innamorato da ben cinquantacinque anni, che non può vedere sua moglie fino a data da destinarsi? Per fortuna dalla struttura ci mandavano dei suoi video una volta a settimana, e lui aspettava il giovedì come un bimbo aspetta il Natale.

Il tutto con la faccina speranzosa e gli occhioni da gattone innamorato.

Finalmente martedì scorso siamo potuti andare da lei di persona. Lui era un po’ titubante sul venire o meno, vederla ma non poterla abbracciare dopo tutti questi mesi. Tuttavia la voglia di rivederla era troppa. Arriviamo con le nostre mascherine personalizzate e piovono i complimenti. Ci portano nel retro, noi seduti fuori, lei dentro.

Io esordisco con un classico:

Risata generale. In un attimo tutta la tensione di questi mesi si è sciolta. La psicologa al suo fianco ci guarda un po’ stranita. Ci pensa il Sior Pare a smorzare ancora di più l’atmosfera:

Per festeggiare poi l’ho portato finalmente al supermercato. Era la prima volta che ci andava dopo mesi. Si è fatto il suo giretto, ha comprato le sue cose, scambiato due battute con la cassiera. Come se di colpo tutto fosse tornato alla normalità.
Basta poco, a volte, per essere felici.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version