Dal 17 settembre al 23 novembre 2025 il Museo Storico Navale di Venezia ospita “Chiave Terrestre”, mostra dell’artista napoletana curata da Stefano Chiodi. Un dialogo tra storia, spiritualità e visione
VENEZIA – Il Museo Storico Navale di Venezia apre le sue sale alla contemporaneità con la mostra Chiave Terrestre di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965), a cura di Stefano Chiodi e organizzata da D’Uva. L’esposizione, visitabile fino al 23 novembre, inaugura un nuovo percorso che intreccia la tradizione marittima del MUNAV con le sperimentazioni dell’arte contemporanea, offrendo una riflessione profonda sul viaggio, l’incontro e la memoria.
Il titolo della mostra – Chiave Terrestre – riprende un’espressione napoletana che indicava il rubinetto generale dell’acqua di un palazzo, trasformata dall’artista in metafora del rapporto tra uomo e pianeta. Acqua e terra diventano poli inseparabili, da cui dipendono migrazioni, nutrimento, conflitti e salvezza. In questo contesto, il museo si trasforma in palinsesto: le opere si innestano negli spazi storici senza sovrastarli, amplificandone la potenza narrativa.
La mostra presenta oltre 45 opere disseminate tra modelli navali, mirabilia e antichi ex voto. Tra i lavori più significativi, Una Nuvola Come Tappeto (2019), un gruppo di inginocchiatoi rivestiti di tappeti da preghiera islamici, che unisce simboli cristiani, ebraici e islamici in un oggetto sincretico. Il titolo, tratto dal Salmo 105 nella traduzione di Erri De Luca, richiama la protezione divina durante l’Esodo e il Mediterraneo come crocevia di scambi e conflitti.
Accanto agli ex voto del museo, Piscitelli espone le sue Pitture mute: piccole tele anonime ricoperte da foglia d’argento, che velano e rivelano scene bucoliche, trasformando la pittura in rilievo tattile e specchio di naufragi. Al primo piano, le Mappe sovrappongono aureole dorate a carte nautiche, evocando il contrasto tra il soprannaturale e la storia umana. L’aureola diventa bersaglio, esplosione, miraggio.
Gli Arazzi (come Vela latina, 2015 e Firma, 2015) sono ottenuti scolorendo il velluto con la candeggina: sagome di vele e strumenti nautici emergono come negativi fotografici, icone di rotta e impronta. Planeta (2018), paramento liturgico in kevlar ricavato da un giubbotto antiproiettile, riflette l’ambivalenza tra protezione e vulnerabilità. Il video BRICST (2013) mostra una bandiera rossa che sventola ininterrottamente, simbolo di pericolo e interdizione.
Completano il percorso opere come La mia casa (1970–2025), Il braccio di Maria (2015) e Borraccia futurista (2020), che testimoniano la varietà di linguaggi e materiali dell’artista.
«Il Museo Storico Navale della Marina Militare è stato istituito nel 1923 per custodire la tradizione della marineria veneziana e della Marina Militare. Integrare l’arte contemporanea nel contesto permanente è parte di un progetto di valorizzazione che mira a coinvolgere il visitatore in modo profondo», afferma il Contrammiraglio Antonino Lo Duca, direttore del MUNAV.
«Questa mostra è la prima tappa di un percorso che intreccia la tradizione del museo con le sensibilità dell’arte contemporanea. In un solo anno, il piano di valorizzazione ha raddoppiato i visitatori. Chiave Terrestre apre nuove prospettive sul senso del viaggio e della memoria», dichiara Ilaria D’Uva, CEO di D’Uva srl.
Per il curatore Stefano Chiodi, le opere di Piscitelli “condensano la frizione fra un presente disordinato e la caparbia resistenza dell’arte. Il museo diventa un palinsesto da decifrare, dove convivono viaggio, naufragio, tecnica e speranza”.
«L’acqua sarà la prossima frontiera dell’umanità», afferma Giulia Piscitelli. «Venezia è acqua che si fa città, rete di relazioni e di conflitti. Esporre in luoghi non progettati per l’arte significa innestarsi in una narrativa che mi precede. Il museo navale è una stratigrafia, un deposito di storie».
Il catalogo della mostra, edito da D’Uva, raccoglie testi critici di Stefano Chiodi e Rita Selvaggio, con fotografie di Amedeo Benestante. La mostra è realizzata con la collaborazione della Galleria Fonti.
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