Festival di Sanremo e i look dei cantanti in gara, tra petti ignudi, crinoline e finta convenzione appare la canotta.A vestirla e’ Giovanni Truppi che, manco fosse luglio a Formentera la porta e la esibisce disinvoltamente rispondendo direttamente al conduttore Amadeus che lui il capo lo sfoggia dagli esordi.Anzi qui per rafforzare la tesi conclama che per l’occasione in segno di rispetto per il palco dell’Ariston ne indossa una concepita appositamente in segno di doveroso allineamento storico.
La mise non passa inosservata tanto che si rivela argomento che social e chiacchiere porteranno in palmo di mano, un trend topic.
Bianca colorata e di cotone, da anni sdoganata ma sempre un filino sovversiva e irriverente.Fino al Novecento erano i danarosi a portarla e aveva una funzione”protettiva”dagli altri vestiti che non si distinguevano certo per leggerezza e affabilità’ con la delicata epidermide.
Famosa per arrivare a personaggi tra gli altri del calibro di Bettino Craxi che piu’ o meno involontariamente le fece fare capolino ad una camicia doppio ritorto o al senatore Bossi che un giorno la impose virile e maschia.E dapprima, siamo nel 1951, Marlon Brando ne fece un capo che ammiccava gloria nel film “Un tram che si chiama desiderio”.
Fino a Giovanni Truppi nato a Napoli nel 1981 cantautore alternativo e polistrumentista che ha sempre cantato e vestito cosi’.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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