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Campioni del Mondo 20 anni dopo

campioni del mondo 19 anni dopo

Sono passati 20 anni da quella fantastica notte del 2006 in cui il sogno di tutti gli italiani divenne incredibilmente realtà. Campioni del Mondo

BERLINO – È la notte del 9 luglio 2006, all’Olympiastadion di Berlino si disputa la finale del campionato mondiale di calcio tra Italia e Francia. Non ci siamo mai amati con i nostri cugini d’oltralpe, si sa, ma calcisticamente parlando non ci si sopporta proprio. Sarà che la cocente sconfitta grazie al Golden Gol di Trezeguet della finale degli europei del 2000 ancora brucia.

Loro sono chiaramente i favoriti, hanno Zidane, Henry, Ribery e tutta una schiera di campioni che viene il mal di testa solo a pensare come fermarli, ma noi abbiamo sconfitto i tedeschi a casa loro dopo 2 tempi supplementari.

Sono trascorsi esattamente vent’anni da quella notte, notte che penso chiunque (anche i non tifosi di calcio) si ricordino perfettamente come fosse ieri. Dove eravamo, con chi, cosa abbiamo pensato. I caroselli, la gioia, i balli fino a notte fonda.

Erano tempi ben diversi. Una nazionale zeppa di campioni ormai nella piena maturità ma colpita in pieno dal ciclone di Calciopoli, uscita dallo scandalo della partita contro la Corea ( e l’arbitro Moreno) del mondiale precedente e dal “Biscotto” tra Danimarca e Svezia dell’ultimo europeo. Una Nazionale unita come mai prima.

Eppure non fu il mondiale dei “Divi” come i vari Totti, Pirlo, Del Piero ecc., fu il mondiale del gruppo, dei gregari, della difesa impenetrabile nonostante l’infortunio dello sfortunatissimo Nesta. I nostri veri eroi furono Materazzi e Grosso, gli uomini del destino.

Il tutto durante un’estate che stava cambiando il modo di vedere e vivere il calcio di tutti noi. Dalle accuse delle scommesse a Buffon, alle continue indagini sulle Sim straniere di Moggi e Co., la sottomissione psicologica degli arbitri, i Rolex della Roma, le intercettazioni telefoniche… il calcio italiano era nel pieno del caos, dello scandalo, delle accuse tutti contro tutti.

Fu bravo Lippi a prendere una squadra di “fighette” strapagate ed estraniarle da tutto quello che stava accadendo nel nostro Paese. Un po’ come fece Enzo Bearzot nel vittorioso mondiale spagnolo, la squadra era protetta dal loro allenatore e allo stesso tempo si univa sempre di più non sapendo che futuro avrebbero avuto la stagione successiva con i rispettivi club di appartenenza.

Gattuso quella sera affermò: “Senza scandali non vincevamo“. Probabilmente avremo fatto un buon percorso, ma non vinto alla fine. Il calcio è, e sempre sarà, uno sport di squadra, per quanto il singolo giocatore possa essere il migliore al mondo, se dietro non ha un gruppo solido e unito non si va da nessuna parte.

Il gruppo, la dedizione, la fiducia nel proprio compagno, il lottare centimetro dopo centimetro, questo ci ha portato sul tetto del mondo. L’essere 23 e non solo gli 11 in campo, l’uno al servizio dell’altro. Ed è questo che ci ha fatto trionfare anche nell’Europeo del 2021. Senza campioni, ma con ragazzi semplici disposti ad aiutarsi e a dare tutto per i nostri colori. Ognuno determinante, a modo suo.

Cosa che poi non si è più vista in campo, con i pessimi risultati della nostra Nazionale, assente dal Mondiale da ben tre edizioni consecutive. Una cosa impensabile per un Paese capace di vincerlo ben quattro volte e che solo nel 1958 non si era qualificata. E ora siamo qui, al 9 di luglio, senza ancora un Commissario Tecnico, senza un progetto ancora chiaro.

Le nostre rappresentative giovanili fanno bene in tutte le competizioni, poi i ragazzi si perdono. Non giocano nelle prime squadre o se lo fanno hanno un minutaggio molto scarso. Vengono letteralmente bruciati alla prima occasione. Le seconde squadre funzionano solo per Juventus e Milan, anche se spesso i ragazzi che ne escono vengono usati solo come pedina di scambio per far cassa.

Il sistema va riformato totalmente. Sono passati quasi venti giorni dall’elezione di Giovanni Malagò come presidente della FIGC. Ma è ancora tutto fermo. Siamo rimasti fermi a quel 2006. A quella notte indimenticabile. E se non cambia nulla lo saremo per ancora molti anni.

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