Site icon Il Nuovo Terraglio

Anna: un film per conoscere meglio 

Una nostra grande attrice

In questi giorni nelle sale cinematografiche si sta proiettando il film “Anna”, un bioepic che riguarda alcuni aspetti della vita di Anna Magnani, un’icona del cinema italiano e mondiale.

Infatti la vicenda inizia proprio la sera in cui lei attende il verdetto per l’Oscar, che lei conquisterà con il film La rosa tatuata di Daniel Mann.

In quella sera, dopo che gli amici l’hanno lasciata sola, lei non riesce a dormire e inizia una passeggiata notturna per Roma, dove, dopo aver accudito i gatti del quartiere, incontra della gente  comune, tra cui una prostituta a cui cambierà la vita con le sue parole.

Ma soprattutto incontra i  fantasmi del suo passato e del suo presente: il suo amore per Roberto Rossellini, nato durante la produzione del film capolavoro  Roma, città aperta e le sue pene per il figlio Luca, affetto da  una grave malattia invalidante.  

Durante questa peregrinazione nei suoi pensieri più profondi la raggiunge la sua giovane assistente Carol Levi, preoccupata di non lasciarla sola in questo momento così importante della sua vita.

Insieme passeggiando tra le vie di Roma e lungo il Tevere, incontrano le persone semplici che iniziano a lavorare. E’ giunta nel frattempo l’alba e la notizia la vincita della sua statuetta dell’Oscar. 

Il film continua con altri episodi relativi alla sua carriera: a come è cambiata la sua vita dopo questo riconoscimento internazionale (certamente non come se l’aspettava); al suo carattere irascibile che le creava problemi con registi e produttori; all’impossibilità di fare alcune parti per l’avanzare dell’età ed infine il suo ritorno al teatro come unico modo per vivere: recitare.

Nell’interpretazione di questa attrice memorabile Monica Guerritore è stata magistrale nella recitazione. In alcuni momenti la persona e il personaggio si confondevano. E’ riuscita a descrivere la gamma di emozioni che pervadevano Anna Magnani nei vari momenti della sua vita e darle quel tocco di umanità, se ancora fosse stato necessario.

Infatti nel film è sottolineato il suo rapporto con la gente comune, l’uso del dialetto, la spontaneità con cui si relazionava con tutti, anche le persone più altolocate. La sua paura per l’aereo, che l’ha frenata in alcuni ingaggi che poteva avere negli Stati Uniti , proprio per questo, tanto da imbarcasi piuttosto nell’Ausonia per attraversare l’Atlantico.

Dobbiamo ricordare anche (e questo è citato nel film) che nel 1962 fu la protagonista di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, regista con il quale instaurò un rapporto conflittuale. Pasolini, dopo l’esordio del 1961 con Accattone, cercò in ogni modo di lavorare con la grande attrice, ormai sempre più selettiva nello scegliere i propri ruoli. La Magnani accettò, ma entrambi rimasero insoddisfatti dal risultato ottenuto. Lei disse “Pasolini mi ha usata”, mentre lui sosteneva che lei era stata “troppo borghese”. In ogni caso, nonostante le loro incomprensioni sul set, che comunque non andarono mai ad intaccare la stima reciproca, il film ottenne un grande successo di pubblico e di critica soprattutto in Francia,mentre in Italia al grande successo di critica seguirono incassi deludenti. 

Parlando degli altri attori, possiamo dire che molti sono stati i personaggi famosi interpretati.

Una serie di personalità da far girare la testa. Lo sguardo di Monica Guerritore su Anna Magnani  via via si apre e include il viaggio a Cannes con Rossellini, Fellini  e Amidei  per la Palma d’Oro per Roma città aperta , il figlio adorato con la poliomielite, la rottura con Rossellini (interpretato in sottrazione da Tommaso Ragno), l’incontro con Montanelli, la rottura con Camerini, l’incontro con Moravia, la rottura con Ponti e Pasolini solo evocato e criticato. 

La carrellata di uomini che tentano, in modi diversi, di dominarla è mostrata da Guerritore in contrapposizione a quella di alcune donne che le sono state molto vicine e l’hanno sempre sostenuta, Suso Cecchi D’Amico e Carol Levi in primis, ma anche una prostituta molto felliniana conosciuta per strada o la sua stessa governante Ada.

L’esordio come regista di Monica Guerritore può dirsi quindi riuscito: nella caratterizzazione del personaggio principale, nel rapporto con gli altri interpreti, nel descrivere l’ambiente sociale e l’epoca in cui ha vissuto. 

Per raccontare tutto questo, sceglie uno stile retrò pieno di consapevolezza e anche di una certa dose di coraggio, ad esempio con l’utilizzo del ralenti. Ciò che può sembrare un limite è un uso simbolico del nostro grande cinema del passato. 

Ed è questa la sensazione dello spettatore di fronte a questa pellicola: di aver fatto un salto spazio temporale per immergersi in un mondo che non c’è più, ormai a una distanza siderale da noi e dal nostro modo di vivere e pensare. 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version