Non solo confini e territori, ma sentimento e responsabilità: l’amor di Patria secondo Papa Roncalli
ITALIA – L’11 ottobre scorso si è celebrata la festività di San Giovanni XXIII, protettore dell’Esercito Italiano. Giovanni Roncalli, giovane sacerdote, partecipò alla Grande Guerra come cappellano militare, condividendo la sorte dei suoi due fratelli e di tanti altri giovani.
In una lettera al fratello Giuseppino, datata 5 dicembre 1917, scriveva:
“Molti soldati, purtroppo, a sentir parlare di Patria scrollano le spalle, ridono oppure bestemmiano e maledicono. Noi no. Noi facciamo il nostro dovere guardando in alto. Gli uomini che ci hanno governato e ci governano non meritano i nostri sacrifici, ma la Patria, oggi in pericolo, li merita tutti. Gli uomini passano, la Patria resta.”
Parole semplici, ma di grande profondità, che rivelano la sua visione limpida e spirituale: la Patria non è fatta dagli uomini che governano, ma dal valore stesso che essa rappresenta, un valore morale, eterno, che supera gli egoismi e gli errori della storia.
Eppure, la sua stessa vita racchiudeva un paradosso: suo padre, Giovanni Battista, era cittadino austriaco, nato nel 1854, e dunque “nemico” della Patria per cui il figlio combatteva. Cos’era, dunque, la Patria per il giovane Roncalli? È forse il luogo dove si nasce? O dove sono nati i propri antenati?
La riflessione si fa allora più profonda: la Patria non è solo un territorio, ma un sentimento, una scelta, un luogo dell’anima. È dove decidiamo di vivere e, se necessario, di morire. È il luogo dove lasciamo ciò che di noi vogliamo che resti, anche quando noi non ci saremo più.
Per questo la Patria non ha confini: è la Patria di tutti. È la Patria dell’uomo che guarda “in alto”, come scriveva Don Angelo, e che riconosce in ogni essere umano un fratello.
Il messaggio del Santo Padre, il “Papa Buono”, ci invita a riflettere sulla dimensione universale dell’amor di Patria, un amore che non si chiude nei confini di una nazione, ma si apre al mondo intero. Un amore che si richiama al rispetto della dignità di ogni essere umano, alla sua unicità e alla sua universalità.
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