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Allora balliamo è il musical culinario di Amélie Bonnin

Allora balliamo è il musical culinario di Amélie Bonnin

Tratto dall’omonimo cortometraggio del 2021, la regista francese Amélie Bonnin ci regala un musical intrigante e inatteso

Cécile di mestiere fa la chef a Parigi, ed è una di quella note, famose, figlia di una partecipazione ad un programma televisivo che le ha regalato grande visibilità. Tutto sembra scorrere liscio, con una famiglia in via di composizione e un ristorante da aprire. Ma è proprio quando il traguardo sembra essere vicino senza particolari scossoni tutto cambia, quando suo padre accusa un malore. E il canovacccio della storia, del copione, prendendo un’altra piega, ci porta dalla Ville Lumière, fino in Bretagna, regione dove Cécile è nata e dove papà e mamma gestiscono L’escale, ovvero Lo scalo, un ristorante per camionisti. E qui, partendo dalla perfetta antitesi delle proposte culinarie, che la macchina da presa di Bonnin diventa riflessiva, intenta ad indagare nell’animo. Un film intimista che ha la capacità di diventare un musical, nei 94 minuti intensi e forieri di personaggi. Con la chiave di volta della storia, senza dubbio il ritorno alle origini della protagonista, che arride, senza falsi pretesti ad indagare nelle memorie di un passato che torna e disarciona le certezze. Da Raphael, il primo amore in fanciullezza fino ai conflitti irrisolti con il padre, nel frattempo alle prese come detto con problemi di salute. Ma Partir un jour, questo il titolo originale dell’opera, presentata al Festival di Cannes come film d’apertura fuori concorso è anche e soprattutto un viaggio tra scelte e province, passato e presente, sempre vivace e appassionato.

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