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Al Festival di Villa Guidini Paolo Ruffini e la rivoluzione del “Din Don Down”

Save the day, non solo salvare la data: ma evidenziarla come una delle più preziose, 14 luglio 2025 il “Din Don Down- Alla ricerca di (D)io“ di Paolo Ruffini con i suoi attori, va in scena al Festival di Villa Guidini

Uno spettacolo che entra nel cuore immediatamente, attraversando temi fondamentali con la semplicità dell’irriverenza. Acuendo riflessioni importanti.

Che sono quelle che ognuno di noi sta maturando dopo avere assistito allo spettacolo, per la cronaca spiccia ieri sera in Villa Guidini c’era il tutto esaurito, consenso di pubblico che avvalora le scelte sagaci dell’organizzazione del Festival.

“Din Don Down“ è una piacevolissima cantilena che prende forma con Ruffini e gli attori con disabilità della Compagnia Mayor Von Frinzius, che si impossessano del palco e danno immediatamente l’idea di non volerlo lasciare più. Instaurando con il pubblico una sorta di line-up composta da pura empatia. Alla ricerca di (D)io, dove cercare significa allontanare il banale, per arrivare ai concetti in maniera leggera. Oltre i clichè d’antan, che sembrano avere in serbo solo il sacrificio della verità.

La pura verve degli attori, che non lesinano un linguaggio audace, riesce farci ritrovare quella dimensione che forse abbiamo smarrito crescendo, preoccupandoci di schermare i rapporti e deviare le “sane pallottole della schiettezza“, forse impauriti e chiusi nelle nostre ataviche, immarcescibili convinzioni.

Con la perfezione che non esiste, esiste l’educazione all’altro e l’amore, includendo e accogliendo con la chiave della sana e graffiante ironia dilemmi e dubbi che riguardano il senso della vita e della spiritualità. Ma, e questo è il piccolo grande segreto dello spettacolo, parlare della vita attraverso l’esistenza. Con la libertà di espressione di questa splendida compagnia teatrale. Impavida quanto basta, senza fronzoli, insofferente ai volgari ménage. Che non conosce filtri e inutili barriere e ci insegna a discernere.

Perchè “Din Don Down“ che si scrive cosi ma si pronuncia “rivoluzione“, è un atto culturale che ci porta a riconoscere la bellezza dell’esistenza nei meandri più nascosti, o forse in quelli che non vogliamo vedere, ma che quando appaiono illuminano dileguando ogni paura.

Zero Biscuit di Mauro Lama

Crediti fotografici: Mosè Padovani

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