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“Ah che bel vivere, che bel piacer, per un barbier di qualità!”

Se c’è una cosa a cui tiene davvero molto il Sior Pare, è l’aver sempre barba e capelli a posto. Non so da cosa derivi tutta questa smania di essere sempre in ordine, ma è davvero difficile vederlo con la barba da fare. Capita magari quando si sveglia tardi, ma poi al pomeriggio è sempre la prima cosa che fa dopo aver mangiato.

Ogni mattina si alza, si lava il viso, e si rade con meticolosità. Si riempie di dopobarba e si pettina. Il bagno è suo per almeno mezz’ora. Quando abitavo ancora con lui infatti era abbastanza complicato, bisognava organizzare i turni a seconda di chi doveva uscire di casa per primo, calcolando esattamente i tempi di ognuno. Essendo quasi sempre io la prima a dover uscire ecco che ha preso l’abitudine di alzarsi tardi. Con suo sommo dispiacere.

Nonostante l’età, il Sior Pare ha dei capelli molto folti. Bianchi e drittissimi, con tendenza alla cresta naturale da far invidia ai calciatori più modaioli, e, come loro, ci tiene molto ad averli sempre perfetti. Appena iniziano a crescere un po’ di più (di media dopo circa un mese e mezzo) lui corre subito dal suo barbiere di fiducia. Sempre lo stesso, da tantissimi anni. Per lui è un rito sacro. Due chiacchiere tra vecchi amici, un aggiornamento sui fatti accaduti agli amici in comune, un farsi coccolare e prendersi cura di sé.

Ci era andato i primi di febbraio, per essere perfetto e bello in ordine per il suo ottantaduesimo compleanno. Ad aprile inizia la disperazione:

Nonostante il divieto di uscire, ogni mattina si alzava, si radeva la barba e si pettinava. Almeno una parte della sua quotidianità era rimasta. E intanto i capelli continuavano a crescere, sempre più folti ed inarrestabili. Negli ultimi giorni ormai nemmeno il pettine bastava più, mi sembrava di avere il clone di Trump in casa, solo più bianco che giallo. Avevo quasi pensato a mettergli un elastico o un cerchiello!

Una volta riaperte le attività e il graduale ritorno alla vita pre pandemia, gli ho preso finalmente appuntamento dal Barbiere. È tornato a casa tutto sorridente, come un bimbo di ritorno dalla prima volta alle giostre.
Sembra strano come un gesto così dato per scontato, come andare a tagliarsi i capelli, possa rendersi così indispensabile in certi momenti. Probabilmente proprio perché ci riporta alla normalità, o forse, semplicemente, perché chiunque di noi ha bisogno di essere coccolato, soprattutto a ottantadue anni.

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