Jean Paul Belmondo ci lascia a 88 anni e oggi il pensiero va “tout de suite” ai suoi 80 film, al suo volto immensamente cinematografico e alla sua innata complicità con la macchina da presa. La simpatica canaglia, non propriamente bello ma adorato dalle donne con il naso schiacciato da pugile, gangster e viveur, poliedrico nei ruoli e nelle sue interpretazioni magistrali, grande sportivo, praticò in gioventù la boxe e il calcio ma il cinema rappresentò subito la sua maison. Infatti a soli 23 anni debutta ma la svolta arriva con Jean Luc Godard che gli offre 50mila franchi dell’epoca per un corto da girare nella sua stanza. Stories ante litteram. Poi Truffaut e Lelouche e “Fino all’ultimo respiro” il capolavoro di Godard. Il suo essere parallelo con Alain Delon rientra nella leggenda del cinema francese diversi e antagonisti amici e nemici.Un dualismo perfetto che esplode con Borsalino in una Marsiglia anni 30 tra ascese di clan, malavita e cappelli iconici. Forte il legame con l’Italia, recitò con Claudia Cardinale, Sophia Loren, Stefania Sandrelli e la Lollobrigida oltre alla sua celebre liason con Laura Antonelli. Fu protagonista della dolce vita in via Veneto a Roma come ricordato dal celebre paparazzo dei vip Barillari. La provocazione e l’essere lontano dai cataloghi, e dalle omologazioni hanno reso Jean Paul Belmondo un artista autentico, lontano dalle tentazioni dei facili cliché.
Au revoir Bebel.
Instacult di Mauro Lama
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