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Accoglienza Intelligenza

L’unica via per il riuso del patrimonio

VENETO. Accoglienza e intelligenza sono i fari per la valorizzazione compatibile dei nostri beni architettonici e ambientali, sono le luci che illuminano la strada per riusare i nostri monumenti, i siti minori, i borghi storici, le nostre eccellenze eno-gastro-paesaggistiche. Però, se non si hanno competenze, capacità e cultura, unite a creatività specifica del settore, le lampadine non si accendono e ci si perde in un labirinto: le soluzioni non arrivano, il quadro si complica progressivamente, non si ricava reddito, i beni deperiscono e non trovano la possibilità di diventare motore dello sviluppo.

Ci sono due modi per trasformare accoglienza e intelligenza in finanziamento concreto sui beni architettonici e paesaggistici: quello passivo dell’accattone e quello attivo del creatore di idee. Il primo attende il mitico contributo ministeriale, oppure che altri finanzino le opere dando per scontato che l’importanza storico culturale dell’oggetto ne sia la giustificazione; ma si tratta di un finanziamento che non crea volano di attività e quindi di iniziative economiche, è privo di collegamenti con il territorio e il sociale e va in crisi il giorno prima che finiscano i lotti di lavoro, perché non si sa come trasformare il finanziamento a pioggia in risorsa per il futuro; in pratica, l’accattone non sa come “mantenere in moto l’auto” una volta uscita dal garage.

Il secondo, il creatore di idee, opera in modo attivo facendo leva sulla capacità di inventare iniziative che abbiano al centro il monumento, il sito paesistico, il contesto culturale che diventa acceleratore delle idee immesse. Ci vuole fantasia creativa associata alla sensibilità del conoscitore, di colui che distingue i limiti dell’utilizzo compatibile e conservativo da quello ignorante e distruttivo, di chi “inventa” quel riuso che nessuno è riuscito prima a pensare, di chi sa operare coinvolgendo realtà economiche anche diverse che sono valorizzate dall’essere inserite in un contenitore storico o in un paesaggio di alto valore ambientale.

Per poter creare accoglienza e intelligenza dal patrimonio storico e culturale sono fondamentali tre aspetti:

Solo con profonda preparazione nelle tre fasi sarà possibile garantire la crescita progressiva, compatibile delle risorse
culturali e non perdersi nel labirinto delle difficoltà nel quale annaspano gli impreparati e coloro che non sono
specialisti del settore. E’ un labirinto questo dal quale non escono le centinaia di iniziative pubbliche che, nonostante i
finanziamenti ministeriali ininterrotti non hanno saputo gestire e trasformare in ricchezza questa pioggia sui beni
culturali; occasioni sprecate, beni resi improduttivi da un mondo di operatori senza concretezza, senza cultura, senza
idee e senza capacità.

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