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Zanoni (PD): Ampliamento Canova. Assessore Manera dimesso dalla Via dopo la nostra interrogazione”

“Il conflitto di interessi dell’assessore di Treviso Manera era del tutto evidente. Certo, la tempistica stupisce: si è dimesso dal Comitato tecnico della Via appena tre giorni dopo la nostra interrogazione alla Giunta regionale, quando

“Il conflitto di interessi dell’assessore di Treviso Manera era del tutto evidente. Certo, la tempistica stupisce: si è dimesso dal Comitato tecnico della Via appena tre giorni dopo la nostra interrogazione alla Giunta regionale, quando la notizia dell’incompatibilità, per noi evidente, è diventata di dominio pubblico”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che aveva sollevato il caso, legato al doppio ruolo di Manera e all’ampliamento dell’aeroporto Canova, con un’interrogazione presentata il 22 novembre. 

 

 

L’assessore all’Ambiente, nominato dal sindaco Conte il 26 giugno dello scorso anno, faceva parte del gruppo istruttorio sul Canova del Comitato Via già da 11 mesi, dal 31 maggio 2017. “In questo periodo il Comitato ha svolto due sopralluoghi e altrettanti incontri tecnici, uno presso la Regione e l’altro in Comune, oltre a fornire documentazione integrativa richiesta dalla Commissione tecnica Via del ministero dell’Ambiente. Quindi la successiva nomina in Giunta ha reso palese il problema, poiché Manera era seduto su due poltrone con ruoli diametralmente opposti e inconciliabili. Secondo noi le dimissioni avrebbero dovuto essere automatiche, invece sono arrivate cinque mesi dopo, il 26 novembre 2018 come comunicato dall’assessore regionale Bottacin rispondendo in aula alla mia interrogazione, a brevissima distanza dalla nostra denuncia. Dimissioni che sono state accolte il 19 dicembre. Siamo soddisfatti due volte, anche perché la Regione, seppur con un anno di ritardo, ha integrato il gruppo istruttorio con un rappresentante dell’area Sanità e sociale come da noi auspicato. Resta comunque ferma la nostra opposizione all’ampliamento dello scalo trevigiano, incompatibile con l’attuale situazione che è insostenibile – conclude Zanoni – Attendiamo la Valutazione d’impatto ambientale, ma già adesso abbiamo un numero di voli superiore al tetto massimo previsto dal ministero dell’Ambiente, circa 23.000 rispetto al tetto dei 16.300 annui”. 

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