Ogni giorno, in Africa, ne vengono uccisi 100 esemplari dai bracconieri per l’avorio: il numero di elefanti è diminuito del 62% nell’ultimo decennio e potrebbero estinguersi entro la fine del prossimo.
L’elefante è il più grande mammifero terrestre oggi vivente sul nostro Pianeta. È un animale dall’elevata socialità, vive in gruppi costituiti da femmine imparentate e dalla loro prole. In natura sono presenti due specie, l’asiatico e l’africano: accanto ai numeri drammatici del bracconaggio – ogni 25 minuti un elefante viene ucciso in Africa illegalmente – il WWF segnala un punto a favore della specie, come effetto delle misure di controllo del mercato di avorio più volte invocate. Inoltre, da quest’anno Singapore ne ha vietato il commercio, salvaguardando così la vita di queste meravigliosi pachidermi. Una prima buona notizia.
Il 12 agosto si celebra la Giornata Mondiale dell’Elefante – World Elephant Day: la World Elephant Society lancia un appello a tutti gli abitanti del pianeta per sostenere un mondo che protegga gli elefanti, la fauna selvatica e il loro habitat.
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Attualmente, la stima della popolazione per gli elefanti asiatici è di 40mila esemplari, mentre sono 400mila gli africani. Tuttavia alcuni ambientalisti pensano che i numeri reali potrebbero essere molto più bassi.
L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) elenca l’elefante asiatico come una specie in via di estinzione e la sua controparte dall’Africa come vulnerabile: se non si affrontano le attuali minacce che affliggono elefanti asiatici e africani, entrambe le specie potrebbero essere estinte in dodici anni.
Il bracconaggio è la più grande minaccia per gli elefanti africani che vengono uccisi per l’avorio, ma anche per il cuoio, parti del corpo e carne. E quando l’uomo non uccide per mera avidità, riesce a danneggiare la specie distruggendone l’ habitat a causa della deforestazione, la coltivazione e l’estrazione mineraria.
L’obiettivo del World Elephant Day è sensibilizzare ogni persona del pianeta sulla situazione degli elefanti africani e asiatici sia in cattività sia in libertà. Diverse organizzazioni dedicate alla conservazione degli elefanti del mondo utilizzano questo giorno per educare le persone sulle minacce che affliggono i meravigliosi pachidermi, invitando i governi di tutto il mondo a combattere e distruggere le scorte di avorio e a rafforzare le misure contro il bracconaggio e il commercio illegale di avorio e altri prodotti a base di elefante.
Il World Elephant Day è stato ufficializzato nel 2012 dalla Elephant Reintroduction Foundation in Thailandia e dalla canadese Patricia Simms. Nel giorno inaugurale dell’evento viene pubblicato il film Return to the Forest è l’attore William Shatner – l’indimenticabile capitano James T. Kirk in Star Trek – a raccontare la reintroduzione di elefanti in cattività in Asia.
Dal suo lancio nel 2012, la Giornata mondiale degli elefanti ha ottenuto il sostegno di oltre cento organizzazioni mondiali a tutela degli animali selvatici in tutto il mondo. Molte le celebrità che usano la loro influenza per sottolineare la tragica situazione degli elefanti e sollecitare le persone a proteggerle e preservarle. In prima linea troviamo Leonardo DiCaprio, William Shatner, Alec Baldwin, Jada Pinkett Smith, Jorja Fox, Yao Ming e personaggi politici come Hilary e Chelsea Clinton, Barack Obama e Prince William.
In Kenya il via festival per adottare gli elefanti
In occasione del World Elephant Day, il ministro del turismo keniota ha promosso un festival per promuoverne la tutela. Coloro che contribuiscono alla loro difesa avranno la possibilità di adottare un elefante e dargli un nome, mentre il secondo nome sarà dato dagli anziani della comunità Masai, in base alla storia e al profilo dei pachidermi. La cerimonia si tiene oggi presso il Parco nazionale di Amboseli, che ospita più di tremila elefanti su una popolazione totale di oltre 34mila nell’intero Paese.
La Giornata Mondiale dell’Elefante è un appello alle persone che sostengono le organizzazioni che stanno lavorando per fermare il bracconaggio illegale, il commercio di avorio, e di altri prodotti derivati dalla fauna selvatica. Ma è anche un appello per proteggere l’habitat degli elefanti selvatici, istituendo ‘santuari’ o habitat alternativi, affinché gli elefanti possano vivere liberamente.
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