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Vuoto qualitativo

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini in tema di elezioni

Le difficoltà di trovare adeguate soluzioni al fine mandato di Mattarella segnalano soprattutto l’inconsistenza professionale dei nostri politici, caratteristica questa frequentemente evidenziatasi in passato e che aveva raggiunto il suo culmine con la nomina dell’attuale presidente del Senato, la cui ascesa pubblica è stata caratterizzata dalla rumorosa avversione alle scelte familiari per la povera Eluana e dall’ostinato sostegno all’improponibile tesi della nipote di Mubarak.
Anche da questo vuoto, che premia l’appartenenza a scapito della qualità, è nata la necessità della discesa in campo di Draghi ed è evidente che la sua presenza al governo è ancora oggi particolarmente necessaria, perché ai tempi della globalizzazione non esiste uno Stato europeo che possa agire senza la collaborazione dei sistemi economici/finanziari e Draghi – esponente di primo piano del settore – ci ha fornito e ci fornisce le necessarie protezioni.

È comunque opportuno osservare l’operato del Governo, perché il PNRR (primo obiettivo) è sostanzialmente predisposto da un punto di vista normativo, è approvato da Bruxelles, ma manca dell’attuazione degli investimenti e dei progetti (nel gergo erudito si parla di “messa a terra”), per cui un eventuale cambio di guida politica ci impedirebbe qualsiasi giudizio su un lavoro ancora lontano dalla conclusione: ad esempio le prime due gare per il digitale sono andate a vuoto, e quindi…?

Passando all’emergenza sanitaria (secondo obiettivo) sottolineo che la situazione non appare sotto controllo, ma in Consiglio dei ministri ci si scontra, per egoismi di partito, sulle strategie di contrasto all’epidemia, tanto che il tradizionale e efficace coinvolgimento del Cts e l’essenziale priorità della salute sull’economia (strategie sostenute in questi anni da Speranza), sono continuamente annacquati dall’azione di Salvini che, nonostante i camion di Bergamo, continua a esprimere (n.b. ascoltato!!!) pareri e posizioni tanto dilatatori quanto infausti, e la flessione dei risultati per i cittadini è evidenziata dai dati, che segnalano 70.395 deceduti covid al 23.12.2020 e 136.245 esattamente un anno dopo: un incremento del 94,53% nonostante l’azione salvifica dei vaccini, del tutto assenti nel 2020.

Questo a mio avviso è il quadro, e così un progetto politico che, appoggiandosi faticosamente al muro della Costituzione, si reggeva su due gambe oggi in scadenza o indebolite (Mattarella e Draghi), sembra in forte difficoltà, per cui non vedo alcuna soluzione – diversa dall’immobilità – che possa efficacemente affrontare gli enormi problemi ancora oggi sul tavolo.

Luigi Giovannini

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