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Volontari della sicurezza attaccati perché raccomandano la prudenza

1 minuti di lettura

Alcuni volontari per sicurezza, all’opera sul fiume Piave, sono stati insultati da alcuni “bagnanti”. Le parole di condanna del Presidente del Veneto Zaia

Venezia – Mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze, senza ricevere un compenso in denaro, è sicuramente una delle azioni più nobili che si possano fare. E insultare chi fa questo, è una cosa spregevole.

Le parole di Zaia

 “Prendere a male parole chi, da volontario, è incaricato di vigilare e di evitare rischi ai bagnanti informandoli dei problemi che possono creare le acque del Piave è incivile e poco rispettoso di chi si è messo a disposizione dopo i numerosi eventi, anche tragici, che si sono verificati ultimamente sul fiume Piave”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, alla luce dell’insofferenza che sta crescendo da parte dei bagnanti rispetto alla presenza e agli approcci dei volontari (autorizzati dalla Prefettura), alcuni dei quali sono stati anche insultati. 

“Risulta incomprensibile – aggiunge Zaia – il motivo per cui si debba reagire con sgarbo e aggressività nei confronti di chi è incaricato di mettere in guardia le persone dai pericoli che le acque del fiume possono nascondere. Non è serio e non è civile, anche perché vari incidenti e annegamenti sono accaduti proprio per la scarsa conoscenza della realtà naturale nella quale ci si trova. Esattamente quello che i volontari cercano di superare facendo informazione e presenza sulle sponde. https://ilnuovoterraglio.it/io-non-mi-tuffo/

A loro va il mio ringraziamento – conclude il Presidente – perché grazie a loro, magari, qualche vita potrebbe essere salvata”.

Nessuno ci ascolta

“Non ci ascoltano neanche quando diciamo loro di non far fare il bagno ai bambini nei punti più profondi. Ci dicono di farci gli affari nostri ma poi gridano aiuto!” racconta un gruppo di volontari che da anni s’impegna per la valorizzazione delle sponde del fiume Piave.

“Il problema è che qui non ascolta nessuno. il Piave viene frequentato da gente di fuori oppure da stranieri. Spesso non sanno nemmeno nuotare, eppure per qualche motivo si tuffano comunque nei punti più profondi. Noi sconsigliamo sempre alle famiglie di portare i bambini in acqua, ma i papà e le mamme ci mandano a quel paese, dicendoci che non siamo dei bagnini e che la spiaggia del fiume è libera”.

I volontari sono quasi sempre presenti nelle domeniche estive e monitorano la situazione. Talvolta sono anche volate parole grosse e insulti veri e propri.

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