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Vogliamo porci qualche domanda sull’opportunità del green pass?

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Vogliamo porci qualche domanda sull’opportunità del green pass? Le manifestazioni contro questo provvedimento, che di fatto è un obbligo alla vaccinazione contro il Covid, sono ormai diventate sempre più frequenti e con una partecipazione crescente di aderenti.

Anche ieri a Roma, ma anche a Milano, una folla di protestanti ha riempito totalmente Piazza del Popolo. Si calcola una presenza di circa 50 mila manifestanti tutti schierati apertamente contro il green pass, si noti non contro il cosi detto vaccino Covid, ma contro il green pass. Anche ieri scontri con la polizia e feriti tra cui alcune donne.

E’ questa istituzione che non va giù ad una gran parte dei cittadini che non sono no vax, ma che la ritengono un obbligo indiretto alla vaccinazione. Non sono contro i vaccini, ma sono contro l’obbligo a questo siero sperimentale che viene reso obbligatorio se vuoi lavorare.

Obbligo che va a scontrarsi con quanto stabilito dalla Costituzione italiana, art. 32, e contro i dispositivi della Comunità Europea, regolamento UE 953/2021 art. 36.

Allora poniamocela qualche domanda, visto che anche le aziende si trovano ad affrontare difficoltà enormi per il numero dei lavoratori che dovrebbero farsi i tamponi per accedere al lavoro. Non solo, anche i Governatori di molte regioni, primo fra tutti Zaia presidente del Veneto,  hanno denunciato l’impossibilità delle farmacie a far fronte a tutte le richieste di tamponi che dovranno soddisfare dopo il prossimo 15 ottobre. I non vaccinati sono 8,3 milioni e se soltanto 7 milioni di questi facessero il tampone ogni 48 ore il sistema salterebbe.

Se il governo avesse l’umiltà di osservare quanto sta succedendo e quanto potrebbe accadere nel mondo del lavoro dal 15 ottobre in poi, avrebbe tutto il tempo per evitare il caos nel lavoro emanando un testo correttivo ed evitare così un caos annunciato.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, sbagliare è cosa umana ma perseverare è cosa diabolica, Così dicevano gli antichi romani. Questa regola è ancora attuale per tutti, governanti e non.

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