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Vittoria, un film e una storia vera

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti Extra, Vittoria sorprende per la sua veridicità

Jasmine, quarantenne con tre figli maschi, un marito amorevole e il salone da parrucchiera nel quale lavora, frequenta una vita che scorre lenta, normale e forse irrisolta.

È questo il piccolo affresco da cui Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, i due registi di questa piccola grande pellicola partono, raccontando una storia vera per approdare in un mondo dove le certezze si assottigliano fino ad arrivare ad essere lontane.

Perché succede che Jasmine, dopo la morte del padre vuole assolutamente assecondare un suo desiderio recondito, adottare una bambina, ed è questo anche un suo sogno ricorrente.

Ma l’avventura delle adozioni internazionali appare subito densa di problemi, burocratici e non, senza contare le iniziali ritrosie del marito che poi si dissolveranno.

Vittoria è un film sulla speranza e sulla caparbietà, ma non solo. È una splendida storia d’amore e di generosità dove albergano i sentimenti più autentici arrivando a commuovere, accarezzando i sogni di questa bella famiglia che, intraprendendo il lungo e intricato viaggio riuscirà a scoprire molto della propria esistenza. Del senso della vita, allontanando la mera superficialità indotta dall’inesorabile vivere quotidiano.

Dimostrando come i grandi cambiamenti, siano perfetti per agitare dinamiche familiari in nome di desideri coraggiosi e arditi. Per arrivare a donare amore e bellezza.

Photo Credit by La Biennale di Venezia

Intravisti per voi di Mauro Lama

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