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Vita privata, Jodie Foster tra ipnosi e dilemmi

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2025 con Jodie Foster nei panni di un medico psichiatra, tra vita privata, professione e dilemmi

Non chiamiamolo giallo, sarebbe fuorviante e lontano da quel thriller psicologico che riesce ad essere attingendo alla commedia, con tutte le nuances che appartengono a queste storie che appaiono semplici ma che alla fine si riavvitano, si ricompongono, si complicano. Tutto questo ed altro ancora è “vita privata“, l’ultima fatica dietro la macchina da presa di Rebecca Zlotowski, con una splendida Jodie Foster, che appare dentro un’avvenenza autentica e stropicciata, con quelle leggere rughe che ribadiscono il cliché di bellezza fuori dal tempo, con lei Daniel Auteuil, francese a più non posso, ça va sans dire. Succede parecchio nel film, da quando Lilian (Jodie Foster), che di mestiere fa la psicanalista, scopre che una sua paziente, Paula, è venuta a mancare improvvisamente. Si pensa immediatamente al suicidio, ma è proprio Lilian che, forse mossa da sensi di colpa per non essere riuscita a decodificare ansie e dilemmi della paziente, a voler scarnificare il tutto pensando all’omicidio. Tutto da dimostrare e divulgare, con la psicanalisi che diventa anfitrione e terapia, tra lutto ed ossessione, fino ad arrivare all’ipnosi che lei stessa ricerca per evitare un uppercut lanciato dal basso. Con l’ex marito Gabriel (Daniel Auteuil), si reinventa un rapporto delicato e dipendente, con cui ci si confessa, si beve e ci si confronta con gli anni che passano , andando a trovare il figlio e il nipotino. Ma è il delitto nascosto che genera gran parte della pellicola ovviamente, farcito generosamente dalla psicologia dei personaggi in cerca di spazio ma anche di discrezione, di discese vertiginose nell’inconscio. Con quella tensione emotiva che vibra anche senza avere le pretese data dalla sinossi mozzafiato. Che ha il vezzo di chiudere bruscamente, tranchant, come Woody Allen ci aveva piacevolmente abituato.

Intravisti per voi di Mauro Lama

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