Custodire i propri animali in sicurezza, per loro stessi e per gli altri, è un dovere sancito dall’articolo 672 del Codice Penale
Una sentenza della Cassazione Penale (precisamente la n. 13464/2019) in tema di omessa custodia di animali, al fine di escludere la colpa, stabilisce cosa s’intenda per mancata adozione delle dovute cautele. La sentenza dice infatti, che non è sufficiente che l’animale sia tenuto in un luogo privato e recintato, ma è necessario che tale luogo sia idoneo a evitare che lo stesso animale possa sottrarsi alla custodia o al controllo. https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/.
Un popolo di gattari
Secondo un censimento realizzato da Fediaf, ossia la Federazione europea dei produttori di cibo per gli animali domestici, in Italia i gatti domestici, a dicembre del 2023, sono ben 10.228.000. Seppur considerando che molte famiglie hanno più di un gatto a casa loro, si comprende facilmente quanti siano ormai i gatti d’appartamento.
Fortunatamente le campagne di sensibilizzazione alla sterilizzazione hanno portato ad una presa di coscienza dei proprietari che sanno quanto questa sia importante per il bene dell’animale, ma anche del padrone. E dunque, milioni di gatti vivono placidamente in appartamento, tra un divano e una poltrona, magari con comodo di terrazza o giardino.
L’indole curiosa e propensa all’avventura del gatto può comunque metterlo in situazioni di pericolo. Fughe dal giardino per raggiungere la strada, o salti catastrofici dai balconi, possono purtroppo verificarsi. Vengono in aiuto moderne recinzioni: morbide reti abbastanza economiche, che possono essere facilmente applicate a balconi e parti di giardino, o su cancellate, e impedire così qualsiasi fuga.
Anche una recinzione fatta di canne di bambù può essere idonea qualora i gatti abbiano raggiunto una “certa” età e siano più tranquilli.
Vita da gatti, in condominio
Talvolta però, ci si può scontrare con qualche zelante condomino che, anche se tu hai un balcone al quarto piano, riesce a vedere, torcendosi il collo, l’ombra di una rete praticamente invisibile, posizionata all’interno dello stesso. E chiederne, per motivi di decoro o di regolamento, di rimuoverla.
Bene, la legge è dalla parte del proprietario che, per la sicurezza del gatto, del bambino o di altre persone o animali, stabilisce che hai diritto di installare una rete di protezione.
La Corte di Cassazione con sentenza 6624/2012 del 30 aprile 2012 ha sancito che il balcone costituisce “il prolungamento della corrispondente unità immobiliare”. Questo, pertanto, appartiene in via esclusiva al proprietario dell’appartamento che ha dunque il diritto di installare una rete di protezione e non occorre chiedere un’autorizzazione al condominio.
Per di più, in virtù della legge n. 220/2012 che ha riformato la disciplina del condominio inserendo, a tal proposito, nel codice civile il comma 4 dell’art. 1138 c.c., è ora espressamente previsto che le norme del regolamento condominiale non possano vietare in alcun caso di possedere o detenere animali domestici.
Inoltre, se la rete è stata collocata per ragioni di sicurezza e di igiene, queste rappresentano esigenze preminenti rispetto a quelle architettoniche dell’edificio.
Per buona quiete, si consiglia di sollecitare l’amministratore a divulgare la normativa e le sentenze relative, onde sprecare tempo in discussioni inutili. E buona pace dei gatti, in condominio.
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