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Visman (M5S) sulla riapertura delle scuole: «Servono più spazi, classi più piccole e una visione a lungo termine»

1 minuti di lettura

«Le scuole sono una priorità assoluta su cui il Comune deve investire di più, a maggior ragione con il Covid». Sara Visman, candidata sindaca di Venezia per il Movimento 5 Stelle, interviene sulla ripresa delle attività didattiche e la riapertura delle scuole. «Non ci si può limitare a interventi straordinari come quelli di questi giorni, ma serve una visione a lungo termine. La “corsa contro il tempo” a cui stiamo assistendo, infatti, dimostra che molte questioni che oggi sono da risolvere erano un problema ben prima dell’emergenza».

Secondo Visman le scuole del territorio soffrono da tempo di diverse mancanze: «In primis la carenza di spazi e la scarsa manutenzione – afferma – Oltre a essere un problema di sicurezza con il Covid, ciò comporta una minore attrattività degli istituti: diversi ragazzi scelgono di spostarsi a studiare altrove. La questione va risolta con maggiori investimenti, che non si limitino alla fase di emergenza ma proseguano anche dopo il 14 settembre». Le criticità sono soprattutto negli istituti insulari: «Agli ex gasometri, per esempio, la realizzazione della nuova palestra sottrarrà preziosi spazi comuni».

«Inoltre – prosegue Visman – urge risolvere la questione delle cosiddette “classi pollaio”. In questo senso il Comune dovrebbe chiedere alla Regione di rivalutare il numero minimo di alunni necessario per attivare una classe. Con il Covid bisognerebbe dare la possibilità alle scuole con pochi iscritti di creare classi più piccole, per evitare di trovarsi con aule sovraffollate». Sarà inoltre indispensabile un adeguamento dell’organico nelle scuole: «Auspico che il personale docente e Ata venga integrato quanto prima», dice la candidata sindaca.

Riguardo il ritorno alla didattica in presenza, Visman nutre fiducia nell’operato del governo. «Confido nella buona riuscita del rientro a scuola – dice – che agevolerà non poco la quotidianità delle famiglie. La didattica a distanza, comunque, è stata un’esperienza utile che potrà essere integrata con l’insegnamento tradizionale, compatibilmente con le attività scolastiche».

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