Esplorare il rapporto tra arte e contesto storico
TREVISO. Passeggiando una domenica pomeriggio a Treviso, mi sono imbattuta in una mostra fotografica alquanto originale ed interessante.
Presso Ca’ Robegan, per i trevigiani anche Ca’Da Noal, lo splendido palazzetto rinascimentale affrescato, affacciato su via Canova, che fa parte del circuito dei Musei Civici Trevigiani, è stata allestita una mostra fotografica intitolata “Terra incantata”.
Organizzata dalla galleria Cris Contini Contemporary in collaborazione con la Città di Treviso e i Musei Civici di Treviso, con il sostegno di Banca Prealpi SanBiagio, Gruppo Cassa Centrale – l’Istituto di Credito Cooperativo con sede a Tarzo (TV), parte del Gruppo Cassa Centrale – e il supporto di Fondazione Mazzotti, l’esposizione si propone come un evento unico nel suo genere.
Sotto la direzione artistica di Richard Mauger, progettata da Sandra Sanson e curata da Pasquale Lettieri, Terra Incantata esplora il rapporto tra arte e contesto storico, fondendo passato e presente attraverso un’esperienza artistica multisensoriale. un’immersione profonda nell’immaginario dell’artista che propone una riflessione sull’arte come strumento di esplorazione interiore e fonte di dialogo con il mondo esterno. L’obiettivo è creare uno spazio stimolante e magico, adatto a visitatori di tutte le età, che vada oltre la semplice osservazione, offrendo un’esperienza profondamente coinvolgente.
La mostra è suddivisa in 4 sezioni, di cui la prima, Silhouettes of Time è un ambiente immersivo, nel quale attraverso un’installazione multisensoriale, le pareti della stanza vengono trasformate in una tela dinamica che si ispira al Convivio delle belle donne di Niccolò Zoppino, scritto nel 1528 e alle illustrazioni di Giovanni di Treviso, attivo nel XVI secolo.
La seconda parte, intitolata a New Eden, è composta da una serie di immagini tridimensionali che creano un dialogo affascinante tra lo stile formale dei secoli passati e la modernità della fotografia lenticolare tridimensionale, che da vita a nature morte che riflettono l’essenza della cultura trevigiana. Le opere inoltre adottano una tecnica che richiama lo stile minimale di Giorgio Morandi. In questa sezione si può anche visionare un video a cura dell’artista, sull’ispirazione e le tecniche che hanno caratterizzato questo progetto.
La terza stanza, intitolata Element of Water, è una esperienza sensoriale immersiva che celebra gli elementi distintivi di Treviso:l’acqua, il suo scorrere e i suoni che essa produce, visti dagli occhi di un artista. L’installazione integra diverse tecniche artistiche per creare un ambiente coinvolgente, tra cui la proiezione ad alta definizione di una cascata su un tessuto in movimento, dando vita ad una composizione animata, che offre un’opportunità di riflessione e connessione con un elemento naturale fondamentale.
L’ultima sezione, Capturing the Invisble, è quella da cui è tratto il manifesto della mostra.
Principalmente l’artista ritrae una serie di giovani donne attraverso una serie di immagini tra gli elementi architettonici di Treviso. Ogni fotografia è un intreccio di dettagli e composizioni creative, che invita lo spettatore ad immergersi in una visione che unisce la ricchezza storica di Treviso con la vitalità del suo presente.
Ma veniamo all’artista. Dopo essersi laureato con lode presso il Royal College of Art nel 1992 con master in Belle Arti (Olografia), Robb ha sempre continuato a produrre opere d’arte, sperimentando incessantemente nelle composizioni tridimensionali. I suoi lavori sono oggi presenti nei musei e nelle collezioni private di tutto il mondo.
Jeff Robb lavora con un’ampia gamma di media , tra il quali la fotografia lenticolare, di cui ne abbiamo ampi esempi in questa mostra e pittura, sculture in argento e bronzo, olografia, fotografia, pellicola, luce laser e installazioni sonore.
Una visita alla mostra quindi è strettamente consigliata sia per gli appassionati della fotografia, ma anche perché l’esposizione un momento di grande rilevanza culturale per la città di Treviso in grado di fondere l’eccellenza artistica contemporanea con la ricchezza del nostro patrimonio storico ed archittettonico.
Approffittatene allora fino al 9 febbraio nell’ultimo weekend di apertura : venerdì ore 14:00 – 18:00; sabato e domenica ore 10:00 – 18:00 e ne sareti piacevolmente stupiti.
Crediti fotografici:Jeff Robb

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