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Veneto

Violenza donne: la Regione investe per contrastarla

2 minuti di lettura

“Proprio in questi giorni ha preso avvio in Veneto il programma straordinario di formazione degli operatori dei Pronto Soccorso per riconoscere e contrastare la violenza contro le donne e i minori. Investiamo un milione di euro per preparare oltre 3 mila medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine e legali a riconoscere e affrontare nel modo migliore i casi di violenza, in particolare quella nascosta e negata. E’ questo il modo più concreto per celebrare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e per mettersi concretamente dalla parte delle vittime di sopraffazioni fisiche e psicologiche, in particolare in ambito domestico”.

 

Così l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin sottolinea l’impegno della Regione Veneto nel contrastare ogni forma di violenza di genere.   “Non vogliamo che la Giornata del 25 novembre si riduca solo ad uno slogan, ma che sia una scadenza del calendario che ci impegna a verificare quanto fatto e ad assumere iniziative efficaci per proteggere e difendere la vita delle donne e dei loro figli”.

 

“Purtroppo il fenomeno della violenza di genere, in tutte le sue drammatiche varianti, è in costante aumento – rileva l’assessore –  La rete veneta dei 40 centri antiviolenza e strutture protette lo scorso anno ha accolto quasi duemila donne e ricevuto oltre 5 mila chiamate. E’ un presidio prezioso e indispensabile, ma è importante rafforzare la rete di prevenzione, cominciando dal personale medico e paramedico dei Pronto Soccorso, che sono spesso le prime sentinelle nel riconoscere i segni della violenza contro le donne e contro i minori. Per questo abbiamo investito i 946.400 euro assegnati al Veneto dal fondo statale per le pari opportunità in un piano straordinario e capillare di formazione rivolto a tutto il personale sanitario e sociosanitario  dei servizi di urgenza ed emergenza”.

 

Il piano straordinario coinvolge 3300 operatori dei Pronto Soccorso del Veneto e medici di medicina generale, per un totale di 110 corsi attivati in tutte le nove Ulss. La prima fase prevede la formazione dei referenti (due per ogni pronto soccorso) e la creazione dei gruppi interdisciplinari: nei prossimi mesi inizieranno i orsi per tutto il personale.

 

“E’ un’azione di sensibilizzazione e informazione a tutto campo, condotta dal Centro regionale per l’urgenza ed emergenza e dalla Fondazione scuola di Sanità pubblica, in collaborazione con gli operatori dei Centri Antiviolenza – sottolinea l’assessore – L’obiettivo è preparare il personale sanitario e dei servizi sociosanitari a riconoscere i segnali della violenza di genere e ad affiancare donne e minori nel percorso di consapevolezza e autotutela. Solo fornendo gli strumenti per migliorare la capacità di riconoscere, ascoltare e assistere le donne che subiscono violenza – sottolinea Manuela Lanzarin – si potrà rafforzare in tutto il territorio regionale il lavoro di rete, dentro e fuori gli ospedali, affiancando le vittime di violenza con professionisti e interventi adeguati alla  situazione”.

 

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