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Villa EGO a Preganziol: la storia della Contessa Elisabetta

Nascosta lungo via Schiavonia, si erge Villa EGO, antica dimora dai tratti nobili e misteriosi, testimone di secoli di storia e di eleganza.

PREGANZIOL – Poco distante dal Terraglio, lungo via Schiavonia, un’antica strada già presente nel Catastico del 1423 che porta dal centro di Preganziol a Casale, troviamo sulla sinistra Villa EGO, chiamata così dalle iniziali della proprietaria, contessa Elisabetta Galvani d’Onigo, che ne fece la sua residenza. La villa, disabitata in seguito all’occupazione di un comando inglese nella Seconda Guerra Mondiale, dopo il suo recupero nel 1996, che ne ha conservato fedelmente l’immagine complessiva, è oggi una residenza multifamiliare. 

Il complesso è costituito da una grande fabbrica in linea, sviluppatasi per interventi successivi, inserita in un parco, ricco di statue, che comprende anche un piccolo oratorio. 

Villa Ego nasce come casino da caccia, ampliatosi successivamente per farne una casa di villeggiatura. Nel 700 apparteneva alla famiglia Grassi, successivamente fu acquistata da Elia Cazzaiti direttore della Zecca di Venezia. la figlia Fortunata Cazzaiti sposò il nobile trevigiano il conte Girolamo d’Onigo. Dal loro matrimonio nasce Guglielmo d’Onigo che, nel 1836, sposerà la nobildonna veneziana Elisabetta Galvani. Poi la proprietà passa alla figlia Elisabetta, sposata al Conte Elia Marco d’Onigo. 

Elisabetta sceglie la villa di Preganziol come sua dimora fissa, facendo fare dei lavori di ampliamento e di abbellimento della residenza, adatta anche alla vita mondana e festaiola dell’epoca. Il nome “Lisa”, inserito sul pavimento alla veneziana del salone all’ultimo piano, e lo stemma EGO sul prospetto principale, sono testimonianza dell’attenzione che la contessa ebbe per la sua dimora, arricchita, nelle stanze del secondo piano e nella sala della musica, da un ciclo di affreschi di stile neoclassico, con scene di danza, di putti che suonano ed “il carro del sole”. Lo stesso oratorio, che si affaccia sulla strada, venne ampliato e rifinito dal Cazzaiti con un pronao e colonne doriche che sorreggono il timpano.  Ma il matrimonio di Elisabetta con Guglielmo non fu felice; lui si innamora di Caterina Jaquillard, che poi sposerà e ne adotterà la figlia Zenobia Teodolinda Costanza. 

Dopo la morte di Elisa, la villa fu lasciata in eredità alla nipote tanto amata Mathilde Accurti, che sposò un membro della famiglia dei nobili Marcello, a cui rimase fino agli anni 90 del secolo scorso. La villa è circondata da un ampio parco con alberi secolari e ricca di statue, molte delle quali sono purtroppo state trafugate. Sulla parte retrostante del complesso un lungo filare di tigli accompagna il visitatore verso la campagna.    

La curiosità

Via Schiavonia deve il suo nome molto probabilmente agli Schiavoni, come venivano chiama a Venezia gli abitanti della Dalmazia che, oltre ad essere mercanti, erano i soldati scelti per la difesa del Doge. Secondo le fonti, via Schiavonia e il Colmello della Schiavonia, indicano il luogo di acquartieramento degli Schiavoni nella difesa del territorio Veneziano. 

Luciana Ermini

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