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VIDEO/ “La diplomazia è l’unica strada per uscire dalla logica dello scontro”: Edmondo Cirielli al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero

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Il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, interviene con una riflessione geopolitica sulla crisi globale e la necessità di un ritorno alla diplomazia

ROMA- Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, tenutosi a Roma, tra i temi più urgenti trattati non poteva mancare quello della pace e dei conflitti globali. A prendere la parola è stato Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha offerto una riflessione chiara e diretta sull’attuale scenario mondiale, definendolo nei termini utilizzati da Papa Francesco: “una terza guerra mondiale a pezzi”.

Cirielli ha evidenziato come oggi il mondo stia vivendo una fase di grave instabilità geopolitica, alimentata da una sfida sistemica da parte di paesi non democratici nei confronti dell’Occidente. Questa tensione si manifesta in una serie di conflitti sparsi nel mondo, spesso definiti “minori”, ma che non per questo sono meno tragici o meno distruttivi. «Si parla di guerre dimenticate, ma la realtà è che ovunque muoiono persone», ha affermato.

Tra tutte, il Viceministro ha indicato come il conflitto più grave e simbolicamente rilevante l’aggressione della Russia contro l’Ucraina: una guerra che coinvolge direttamente uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sollevando interrogativi profondi sul futuro del diritto internazionale e sulla credibilità delle istituzioni globali.

L’obiettivo primario, secondo Cirielli, deve essere quello di riportare questi scontri sul piano diplomatico, disinnescando l’escalation in atto e favorendo un dialogo tra potenze totalitarie e potenze occidentali. Un compito non semplice, ma necessario, che chiama in causa tanto la politica estera quanto una nuova visione culturale della cooperazione tra popoli.

Il contributo del Viceministro si inserisce perfettamente nello spirito del Festival, che intende offrire uno sguardo ampio e umano sui grandi interrogativi del nostro tempo. In un mondo frammentato da conflitti, ideologie e interessi contrapposti, la voce delle istituzioni può e deve rappresentare un argine alla disumanizzazione della guerra.

Il messaggio finale di Edmondo Cirielli è chiaro: la diplomazia deve tornare a essere lo strumento principe della politica internazionale, affinché si possa uscire dalla logica dello scontro permanente e costruire, pezzo dopo pezzo, un futuro di pace.

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