La grande mostra dedicata a Giuseppe Berto approda a Palazzo dei Trecento a Treviso: un percorso tra memorie, inediti e ferite della storia.
TREVISO. La mostra “Verso la gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore e il suo archivio”, inaugurata il 28 marzo e visitabile fino al 12 aprile a Palazzo dei Trecento, non è soltanto un omaggio a uno dei più importanti narratori del Novecento italiano. È anche un atto di memoria civile: cade infatti a cavallo del 7 aprile, data in cui Treviso ricorda il bombardamento del 1944, tragedia che ispirò a Berto il suo romanzo d’esordio “Il cielo è rosso”.
Il 7 aprile 1944: la ferita che generò un romanzo
Il bombardamento che devastò Treviso lanciò un’ombra lunga sulla città e sulla vita di Berto, che allora si trovava prigioniero in Texas. La notizia della distruzione della sua terra d’origine divenne la scintilla narrativa de “Il cielo è rosso “(1947), storia di giovani sopravvissuti tra le macerie, simbolo di un’umanità ferita, ma non arresa.
La mostra, inaugurata proprio nei giorni a cavallo dell’anniversario, restituisce così alla città un’opera nata dal suo dolore.
Un percorso tra carte, inediti e luoghi della vita di Berto
L’esposizione presenta documenti, manoscritti, dattiloscritti, fotografie, agende e lettere provenienti dall’Archivio Berto, custodito per decenni dalla moglie Manuela Perroni e dalla figlia Antonia, oggi di proprietà dell’Associazione Culturale Giuseppe Berto e conservato presso l’Università di Padova.
La mostra, articolata in un percorso a tappe, è stata curata da Matteo Giancotti ed Emilio Lippi, con testi di Giancotti e Sandro Lauzzana e saggi in catalogo di Domenico Scarpa, Paola Culicelli, Saverio Vita e Diego Bottacin e attraversa l’intera parabola creativa dello scrittore: dagli esordi con “Il cielo è rosso” (1947), ai romanzi della maturità come “Il brigante”, “Guerra in camicia nera”, “Anonimo veneziano” fino al vertice ultimo della sua ricerca, “La gloria” (1978).
Molti i materiali inediti, tra cui “Il luogo”(1968), testo richiesto da Andrea Zanzotto, in cui Berto riflette sul legame con le proprie radici e sulla memoria dei paesaggi giovanili.
L’archivio come identità del territorio
Durante la presentazione, è stato ribadito che un archivio non è un deposito inerte, ma un elemento vivo della comunità: «Un archivio è il passato della nostra storia. Un archivio è avere la possibilità di portare a conoscenza… una vera storia».
E la mostra insiste proprio su questo: la letteratura come parte del territorio, come patrimonio immateriale che racconta idee, sentimenti, emozioni. «Il territorio non è solo quello che si tocca e si vede, ma è anche rappresentato dal patrimonio immateriale», è stato ricordato dagli organizzatori.
Le quattordici teche: un viaggio nelle “ascese e bruciature” di una vita
Il percorso espositivo si articola in quattordici teche, che ricostruiscono la biografia di Berto attraverso documenti che testimoniano successi, crisi, amicizie e conflitti, «repentine ascese e dolorose bruciature», espressione che descrive perfettamente la vita dello scrittore: dagli entusiasmi del primo successo alle difficoltà editoriali, dalle battaglie con gli editori alle amicizie profonde, come quella con Giovanni Comisso.
Proprio Comisso compare in mostra con la lettera in cui raccomandò il giovane Berto a Longanesi.
Un progetto condiviso e sostenuto dal territorio
La mostra è promossa dalla Città di Treviso, dall’Archivio Scrittori Veneti dell’Università di Padova e dall’Associazione Giuseppe Berto, con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Veneto, Provincia di Treviso, Comune di Mogliano Veneto e Università di Padova.
Fondamentale il contributo economico di Iniziative Unindustria Treviso per Unindustria Veneto Est, Banca della Marca e Banca Generali Private.
Media partner: Il Nuovo Terraglio.
Un’occasione per riscoprire uno scrittore attuale
La mostra offre al pubblico la possibilità di scoprire un Berto meno noto ma sorprendentemente contemporaneo: uno scrittore che ha interrogato la fragilità, la verità e la responsabilità civile della letteratura.
Informazioni
Ingresso gratuito
Date: 28 marzo – 12 aprile 2026 Palazzo dei Trecento, Treviso
Orari di apertura
Venerdì: 15.00 – 19.00
Sabato: 10.00 – 19.00
Pasqua e Pasquetta: 9.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00
Per gruppi, visite su prenotazione: [email protected]
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