Maria Elena Boschi richiama il valore costituzionale della sussidiarietà e invita a ridurre il peso dello Stato sull’iniziativa privata, puntando su fiducia, autonomia e meno burocrazia
ROMA . «Sussidiarietà vuol dire aiuto. Lo Stato deve intervenire sull’iniziativa dei cittadini solo quando è strettamente necessario, per supportare, non per intralciare». Parte da questa riflessione Maria Elena Boschi, membro della Camera dei Deputati e Presidente Gruppo Parlamentari, intervistata in occasione del 2° Festival dell’“Umano tutto intero”. Un richiamo al significato originario di uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, che sottolinea l’importanza di un equilibrio tra intervento pubblico e autonomia della società civile.
Boschi evidenzia come il principio di sussidiarietà implichi che lo Stato sia presente soprattutto come supporto alle iniziative di cittadini, associazioni e imprese. Nel suo discorso cita alcune recenti scelte di politica economica e sociale che hanno suscitato dibattito, come l’inserimento di rappresentanti pubblici in alcuni organismi di controllo e l’uso dello strumento del Golden Power. «Sono temi che meritano una riflessione attenta, perché il rapporto tra Stato e società deve basarsi sempre su fiducia e collaborazione», osserva.
Un altro aspetto evidenziato riguarda il ruolo delle fondazioni bancarie, impegnate nel contrasto alla povertà educativa, e la gestione del 5×1000, strumenti che rappresentano canali importanti di partecipazione civica. Boschi ricorda come sia fondamentale valorizzare queste forme di coinvolgimento, affinché possano contribuire efficacemente al benessere delle comunità.
«Quello di cui ha bisogno il Paese – spiega Boschi – è un percorso di semplificazione burocratica che faciliti l’azione delle imprese e delle organizzazioni, grandi o piccole che siano, in ogni territorio. Ridurre gli oneri amministrativi significa liberare energie preziose per lo sviluppo economico e sociale».
Il suo invito finale è un richiamo a recuperare il senso profondo della sussidiarietà, che può rappresentare una leva importante per rafforzare la collaborazione tra Stato e cittadini, promuovendo un rapporto fondato su autonomia, responsabilità e fiducia reciproca, in un percorso condiviso verso il bene comune.
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