In occasione di un panel dedicato a libertà, liberazione e movimenti populisti in America Latina, organizzato dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Rodrigo Guerra López, Cosegretario della Commissione Pontificia per l’America Latina, ha offerto un’analisi lucida del fenomeno neo-populista che attraversa il continente, indicando nella Dottrina Sociale della Chiesa e nella sinodalità la strada per rispondere a queste sfide.
CITTÀ DEL VATICANO. «Il neo-populismo è una malattia trasversale alle destre e alle sinistre»: con questa affermazione diretta Rodrigo Guerra López ha sintetizzato il filo conduttore di un panel sulla libertà e la liberazione in America Latina, svoltosi nell’ambito della Conferenza Internazionale 2026 della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.
Secondo Guerra López, il neo-populismo non è prerogativa di un’area politica specifica: «Tutte le ideologie, tutte le opzioni presenti nel menù politico latinoamericano di oggi hanno la forte tentazione di creare soluzioni neo-populiste che usano il popolo invece di servirlo». Un fenomeno che si manifesta attraverso strategie ricorrenti: l’uso del linguaggio religioso, la proposta di leader messianici, l’emergere dall’indignazione e dalla stanchezza delle società.
Di fronte a questa realtà, la Dottrina Sociale della Chiesa non offre soltanto principi astratti, ma un metodo: «La dottrina sociale della Chiesa ci offre un metodo, cioè scoprire o riscoprire che i cambiamenti che realmente toccano la struttura profonda del mondo si coltivano all’interno delle persone».
Questo si traduce in una prospettiva precisa: la conversione personale prima di tutto, poi quella comunitaria, quella che all’interno della Chiesa viene chiamata sinodalità.
«Dall’esperienza della sinodalità all’interno della Chiesa dobbiamo reimparare a proporre fraternità in mezzo alle nostre società ferite e molte volte violentate», ha concluso Guerra López. Un invito a guardare le crisi politiche dell’America Latina non solo come sfide istituzionali, ma come un’opportunità per rinnovare dall’interno il tessuto morale e spirituale delle comunità.
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