Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, l’intervento della presidente del Centro Studi Osservatorio Famiglia sottolinea l’urgenza di un nuovo patto sociale per sostenere genitori, welfare e natalità
ROMA. “Ci vuole un villaggio per crescere un bambino.” Parte da questo antico proverbio il ragionamento di Luisa Santolini, presidente del Centro Studi Osservatorio Famiglia e rappresentante della Rete per la Vita Nascente, intervenuta al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, tenutosi a Roma.
Un intervento importante, il suo, che ha posto al centro della riflessione non solo la necessità di un patto educativo tra scuola e famiglia, ma l’urgenza di un patto sociale più ampio, che coinvolga in modo consapevole istituzioni, enti locali, associazioni e comunità.
“La transizione non è solo ambientale, ma anche demografica, – ha avvertito Santolini – stiamo entrando in un’era glaciale che mette a rischio il nostro futuro come società, e serve una risposta corale.” Una sfida che non può essere affrontata da una singola parte, ma richiede una vera alleanza educativa, di welfare, lavoro e politiche familiari, capace di tutelare e valorizzare chi decide di generare vita e crescere nuove generazioni.
Secondo Santolini, le associazioni familiari possono avere un ruolo chiave, contribuendo non solo con il loro operato quotidiano, ma anche come interlocutori attivi del legislatore, nella promozione di leggi e misure family friendly. Un invito chiaro anche per il governo, i comuni e tutte le istituzioni territoriali, chiamati a farsi carico di politiche strutturate, non episodiche.
La riflessione si inserisce nel cuore del 2° Festival dell’Umano, che anche in questa seconda edizione ha voluto dare spazio a voci e temi centrali per una cultura della cura, del legame e della responsabilità collettiva. Temi oggi più che mai attuali, in un contesto sociale ed economico che richiede visione e coesione.
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