Il presidente della Fondazione Claudi al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero invita a rafforzare reti e sinergie tra attori culturali per contrastare la frammentazione e creare vero benessere per le persone
ROMA. «Serve una cultura capace di generare valore, non solo economico, ma anche educativo, formativo e spirituale». Con queste parole, Massimo Ciambotti, presidente della Fondazione Claudi, è intervenuto al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero tenutosi a Roma, sottolineando il ruolo cruciale della cultura nel ricostruire legami sociali in una società sempre più individualista.
Nel suo intervento, Ciambotti ha evidenziato la necessità di superare quella che ha definito “nanismo culturale”, ovvero una miriade di iniziative frammentate, portate avanti da attori isolati che, pur animati da buone intenzioni, rischiano di produrre un impatto limitato. «Assistiamo a una diffusione di attività culturali che però generano poco valore. Non bastano le buone idee: è necessario che gli operatori si conoscano, collaborino e costruiscano sinergie solide», ha spiegato.
Secondo Ciambotti, la risposta a questa frammentazione risiede nella logica del network e della sussidiarietà: mettere in rete soggetti diversi — istituzioni, realtà culturali, associazioni — per aumentare la qualità dell’offerta culturale e il suo impatto sulla vita delle persone. «L’esempio dell’associazione Ditelo Sui Tetti — ha aggiunto — va proprio in questa direzione: promuovere partnership e collaborazioni virtuose per generare valore vero e duraturo».
Il suo intervento si inserisce pienamente nel tema del Festival, che anche quest’anno si è confermato un luogo di riflessione sui legami tra cultura, educazione e comunità, alla ricerca di nuove risposte per un futuro più umano e coeso.
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