All’Assemblea Generale di Confindustria Veneto Est, Rizzo denuncia il caro energia, critica i profitti delle grandi utility e propone un manifesto per le PMI
PADOVA – «L’energia è il tema delle imprese oggi. Non si può continuare a spremere il costo del lavoro, perché oltre un certo livello non funziona più nulla». Con queste parole, Marco Rizzo, Candidato Presidente della Regione Veneto, ha sintetizzato la sua visione nell’intervista rilasciata all’Assemblea Generale 2025 di Confindustria Veneto Est.
Rizzo ha affrontato il nodo geopolitico del gas, ricordando come l’Italia un tempo acquistasse gas russo a basso costo e oggi si trovi a pagarlo più caro, triangolato da Algeria e Tunisia, o importato dagli Stati Uniti con un prezzo quadruplicato tra partenza e arrivo. «Auspichiamo la fine delle sanzioni alla Russia, che sono sanzioni all’Italia, e il ripristino del gas a basso costo», ha dichiarato.
Il Candidato ha poi puntato il dito contro i grandi gruppi energetici: «Eni ed Enel hanno registrato 20 miliardi di profitti in più negli ultimi due anni, mentre Terna, Snam e Italgas hanno visto crescere i guadagni del 50%. Il Governo dovrebbe chiedere un contributo a queste imprese, visto che sono partecipate dallo Stato».
La denuncia si lega al destino delle piccole e medie imprese, definite da Rizzo “energivore” e quindi particolarmente penalizzate dal caro energia. «L’Italia è un Paese manifatturiero, ma rischia il declino. Eravamo la quarta potenza economica, ora siamo ottava o nona, e tra dieci anni potremmo scendere al ventitreesimo posto», ha avvertito, citando le previsioni che vedono India, Cina e Stati Uniti come prime economie mondiali.
Per contrastare questa deriva, Rizzo ha annunciato di lavorare insieme alle PMI a un manifesto dell’energia, da sottoporre al Governo, con l’obiettivo di riportare il tema al centro delle politiche industriali. «Bisogna impedire il declino e dare risposte concrete alle imprese», ha concluso.
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