L’intervento dell’insegnante Michela Cinquilli: educare oggi significa accompagnare i giovani in un cammino libero, umano e senza ideologie
ROMA- Nel cuore di Roma, durante il 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, si è tenuto un dialogo ricco di significato con Michela Cinquilli, insegnante di religione cattolica e membro dell’associazione Umanesimo ed Etica. Il tema affrontato – cosa significhi oggi educare ad avere una visione umana dell’esistenza – è stato trattato con profondità e concretezza, restituendo una riflessione viva sull’importanza della scuola come luogo autentico di crescita.
«La strada è il luogo da abitare in campo educativo», ha affermato Cinquilli, sottolineando che l’ambiente scolastico deve diventare il più umano possibile. Un obiettivo che, secondo l’insegnante, può realizzarsi solo se anche i docenti si pongono in ascolto autentico, riconoscendo nei ragazzi non solo studenti, ma persone in un profondo processo di maturazione, tanto psicologica quanto fisica.
La missione educativa, per Michela Cinquilli, si traduce in una responsabilità chiara: ascoltare, accogliere, accompagnare, affinché la scuola diventi “una palestra di vita”, capace di far crescere i giovani in sapienza e libertà. Questo processo, tuttavia, deve essere radicalmente libero da ogni forma di ideologizzazione: «Ogni essere umano – ogni uomo e ogni donna – deve trovare in sé quei talenti che già possiede, e la forza di poterli esprimere alla società intera».
L’intervento di Cinquilli si inserisce perfettamente nello spirito del Festival, che ha voluto rimettere al centro la persona nella sua interezza, senza riduzionismi, valorizzando le esperienze educative autentiche e capaci di futuro.
In un tempo in cui l’educazione rischia spesso di essere piegata a logiche strumentali, l’appello di Michela Cinquilli è chiaro: educare è un atto umano profondo, che richiede cura, libertà e verità.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
