Il direttore editoriale di “Tempi” racconta i segnali di un ritorno al cristianesimo, in un’epoca in cui il secolarismo non dà più risposte. Dalla crisi dell’individualismo alla riscoperta delle comunità
ROMA- «La messa è davvero finita?» È questa la provocazione da cui è partito il panel guidato da Piero Vietti, direttore editoriale del settimanale Tempi, durante il 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, tenutosi a Roma.
In un contesto in cui la società sembra attraversata da una crisi profonda di senso e l’individualismo pare aver vinto, Vietti ha messo in evidenza alcuni segnali controcorrente che raccontano una realtà diversa: un ritorno, inaspettato e spesso silenzioso, al cristianesimo.
«In un mondo che si considera secolarizzato, ci sono dati che parlano chiaro: 17.000 adulti battezzati in Francia, 20.000 giovani in pellegrinaggio a Chartres per partecipare alla messa tradizionale. Ma non è solo questione di numeri. È la qualità delle domande che stanno tornando a emergere», ha spiegato Vietti.
Le grandi domande esistenziali — sul senso della vita, sulla felicità, sulla verità — non hanno trovato risposte nel materialismo e nell’individualismo della società contemporanea. «Il secolarismo ha perso l’attrazione che aveva. E molte persone, giovani e adulti, stanno riscoprendo nel cristianesimo un luogo dove tornare a interrogarsi. Ma soprattutto, dove ritrovare una comunità», ha aggiunto.
Secondo Vietti, infatti, il ritorno alla fede non è solo un fatto personale, ma nasce e si nutre dentro relazioni vive, condivise: «Ci sono spazi in cui si può costruire sulle macerie del mondo moderno. L’idea che la messa sia finita si sta rivelando falsa. C’è, al contrario, un interesse vero, autentico».
Un’intervista che si inserisce perfettamente nel cuore del Festival: rimettere al centro la persona, il suo desiderio di verità, di bellezza, di appartenenza. Anche laddove — almeno in apparenza — sembra non esserci più nulla.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
